Mora debendi e mora credendi - di cosa si tratta

Quando il debitore presenta al creditore un'offerta di pagamento del debito ed il creditore la rifiuta senza un motivo legittimo, si ha l'esclusione della mora del debitore (mora debendi o mora solvendi): il debitore, cioè, non è più tenuto a corrispondere al creditore gli interessi di mora.

Quando il creditore rifiuta il pagamento offertogli senza motivo legittimo, si ha la costituzione in mora del creditore (mora credendi o mora accipiendi). L'impossibilità della prestazione sopravvenuta per causa non imputabile al debitore ha un'ulteriore conseguenza: oltre a non essere più dovuti gli interessi di mora il creditore è pure tenuto a risarcire i danni derivanti e a sostenere le spese per la custodia e la conservazione della somma dovuta.

Tuttavia, la costituzione in mora del creditore non determina l'estinzione dell'obbligazione principale e non viene meno il diritto dello stesso creditore di agire esecutivamente nei confronti del debitore.

Infatti, la legittimazione e l'interesse del creditore ad agire esecutivamente nei confronti del debitore sono correlati alla sussistenza di un diritto di credito certo, liquido ed esigibile consacrato in un titolo esecutivo, in forza del quale può iniziare e proseguire l'azione esecutiva finalizzata ad ottenere la soddisfazione integrale della pretesa creditoria. Fintantoché vi è un titolo esecutivo valido ed efficace, e il diritto di credito esiste, l'azione esecutiva è legittimamente intrapresa e proseguita.

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su mora debendi e mora credendi - di cosa si tratta.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.