Milionario sommerso dai debiti diventa rapinatore

C'era in strada soltanto l'uomo dai tre nomi, domenica mattina, tra le sette e le otto, di questi tempi poi. Il farmacista di via Canonica, il dottore camerunense Tchatchoung, che aveva tentato di rapinare, ha chiamato la polizia e fornito l'identikit.

L'hanno trovato subito. Inutile il blando travestimento (cappellino con visiera di color scuro, occhiali da sole), inutile aumentare il passo. «Sì», ha detto l'ex ricchissimo Charles Thomas Adrian W., «sono io».  Già che c'era, ha confessato un altro colpo, qualche minuto prima, a un'edicola, pure quello andato male. Forse non è il suo mestiere.

In fondo l'uomo dai tre nomi, pieno di debiti, nella vita ha fatto altro: per esempio gestire con la mamma Villa Fracastoro, in Foro Buonaparte, tre piani liberty a due passi dal Castello Sforzesco e dal parco Sempione. La villa, dove abitano, ha ospitato mostre d'arte, debutti in società di rampolli milanesi, matrimoni, feste sfarzose; infine è caduta in disgrazia.  Coi proprietari.

«Non scriva niente!», urla la mamma; dice «guardi, sono distrutta», ricorda che «l'altra mattina mica sapevo cosa andava a fare, sennò lo fermavo». È un dialogo ostico. Lei sta su in alto, alla finestra, parla piano e le macchine fanno rumore, per capirsi bisogna aspettare il semaforo rosso, qualcuno però se ne accorge e, malefico, sgasa apposta. Ma scusi, non può scendere un attimo? «Non mi fido». Signora, dicono non abbiate più un soldo, dicono che ci sia in ballo un causa, dicono che perderete il palazzo, è vero? «Falsità!».

Il figlio a novembre farà cinquant'anni. Ha già qualche precedente, ha già combinato guai, ha già fatto altre rapine, è un pezzo che gli gira male. Sta in carcere, gli hanno nominato come legale l'avvocato Claudio Soverino. A prenderlo è stata la pattuglia della polizia «Duomo bis».

Non pare vi sia stato un particolare piano criminale, all'origine. Detto del travestimento, lo svizzero di nascita (a Losanna) e italiano di cittadinanza ha agito senza complici, senza un mezzo di trasporto, senza niente. L'edicola, all'angolo con via Quintino Sella, dista da Villa Fracastoro appena 370 metri.

Domenica, nell'edicola, il venditore, uno sveglio settantacinquenne, stava sistemando i giornali. L'uomo dai tre nomi è arrivato, ha mostrato un coltellino, ha ordinato di consegnargli le schede telefoniche. L'edicolante l'ha spinto via e l'altro è scappato. Ieri, in edicola, era di turno un ecuadoriano. «Meno male che se n'è andato: finiva male, gliele suonava», dice, a conferma che l'età biologica del 75enne è quella di un ragazzino.

Sfumata la conquista dell'edicola, Charles Thomas Adrian ha ripiegato su una delle poche farmacie aperte. In via Canonica, appunto. È entrato, ha chiesto delle aspirine, e sempre sventolando il coltellino ha preteso gli euro in cassa. Il dottor Tchatchoung, 38 anni, se n'è fondamentalmente fregato, è uscito, ha tirato fuori dal camice il cellulare, ha composto il 113. Per la cronaca, in cassa c'erano 100 euro.

Negli ultimi tempi, l'uomo dai tre nomi non aveva fatto mistero della disastrosa situazione economica, ripetendo che a rovinarlo sono stati un antiquario e un immobiliarista. Comunque: nell'elenco di protesti ci sono assegni da 26 mila euro, 7.800, 6.800 euro, 9 mila, 5.300, 8.900 euro...

In un altro agosto, quello del 1993, la famiglia W. era al mare, a Forte dei Marmi. Complice un tunisino che aveva lavorato come tuttofare, una banda aveva svaligiato la villa: erano scomparsi gioielli e 21 quadri di ‘400 e ‘600, il portinaio era stato selvaggiamente picchiato. Oggi il portinaio non c'è, o non risponde al citofono, tutto sporco. Nell'atrio pacchetti di cracker, sacchi di pattumiera, fiori morti. Nel cortile un'antica Citroën CX25 con le gomme a terra. Alla finestra la mamma che sbircia.

di Andrea Galli dal Corriere della Sera

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Ancora una volta i debiti si dimostrano degni padri d'una figliolanza di delitti e scelleratezze, delle quali la presente non è nemmeno fra le più estreme.  Viene da domandarsi se, opportunamente guidato e assistito, il novello rapinatore avrebbe potuto evitare la strada intrapresa.  Forse, se non fosse stato da solo, se non si fosse abbandonato allo scoramento ed alla disperazione, oggi le nostre galere avrebbero un detenuto in meno.

10 agosto 2010 · Patrizio Oliva

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