Quando può essere richiesta la separazione giudiziale dei beni

In particolare, la separazione giudiziale dei beni può essere chiesta nei seguenti casi:

  • in seguito a interdizione o inabilitazione di un coniuge;
  • per cattiva amministrazione della comunione;
  • se il disordine degli affari di un coniuge o la sua condotta mettono in pericolo gli interessi dell'altro, della comunione o della famiglia;
  • se un coniuge non contribuisce ai bisogni della famiglia in misura proporzionata alle proprie sostanze e capacità di lavoro.

Lo scioglimento della comunione comporta la divisione dei beni, che si effettua ripartendo fra i coniugi in parti uguali l'attivo e il passivo.

Il giudice può però, in relazione alle necessità dei figli e al loro affidamento, disporre l'usufrutto a favore di un coniuge su una parte dei beni spettanti all'altro.

In sede di divisione i coniugi o i loro eredi hanno il diritto di prelevare i beni mobili di cui erano proprietari prima della comunione o che erano loro pervenuti durante la medesima per donazione o successione.

Inoltre si deve far luogo, ricorrendone i presupposti, ai rimborsi e alle restituzioni. Così, se un coniuge ha prelevato dalla comunione delle somme da impiegare per fini diversi dall'adempimento delle obbligazioni previste dall'articolo 186 del codice civile, è tenuto a restituirle. Al contrario, se ha prelevato dal patrimonio personale somme da impiegare per scopi inerenti alla comunione, ne può chiedere la restituzione.

Lo scioglimento della comunione legale si verifica solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione o con l'omologa degli accordi di separazione consensuale.

Per rendere opponibile ai terzi lo scioglimento della comunione derivante dalla separazione personale, con riferimento agli atti di acquisto di beni immobili (o mobili registrati) contenenti la dichiarazione del coniuge acquirente del proprio status di separato, è necessaria la sola trascrizione della relativa nota nei registri immobiliari, e non anche l'annotazione del provvedimento di separazione a margine dell'atto di matrimonio.

Il fatto che all'atto del passaggio in giudicato della sentenza di separazione o con l'omologa degli accordi di separazione consensuale si sciolga la comunione non esclude che vi siano dei beni che, se esistenti a questo momento, continuino a far parte di essa: si parla in proposito di comunione residuale.

La riconciliazione dei coniugi separati determina l'automatico ripristino, del regime patrimoniale di comunione legale in vigore tra gli stessi anteriormente alla separazione.

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