Matrimonio e patrimonio » Fondo patrimoniale

Il fondo patrimoniale è l'insieme di beni mobili, immobili o titoli di credito destinato e vincolato ai bisogni familiari. Tale fondo può venire applicato sia in regime di comunione che di separazione dei beni.

Il fondo patrimoniale può essere costituito da uno o da entrambi i coniugi per atto pubblico, ma anche da un terzo (da quest’ultimo anche mediante testamento), per sopperire ai bisogni della famiglia.

Il fondo può essere formato sia da beni immobili che da beni mobili registrati e da titoli di credito.

La proprietà dei beni costituenti il fondo patrimoniale, salvo che l'atto costitutivo disponga altrimenti, spetta ad entrambi i coniugi, mentre la loro amministrazione è regolata dalle norme che regolano quella della comunione legale, di cui s’è detto nel primo articolo.

I frutti derivanti dal fondo patrimoniale vengono impiegati per sopperire ai bisogni della famiglia.

Se non è stato espressamente previsto nell'atto di costituzione, i beni del fondo patrimoniale non possono essere alienati, ipotecati, dati in pegno o altrimenti vincolati se non con il consenso di entrambi i coniugi (se vi sono figli minori occorre anche l'autorizzazione del giudice), e nei soli casi di necessità o utilità evidente.

Il Tribunale di Verona (sentenza del 30/5/2000) ha però stabilito che, se l'atto costitutivo del fondo patrimoniale, concordato tra i coniugi, li dispensa espressamente dall'autorizzazione del Tribunale ove intendano, d'accordo, alienare beni conferiti nel fondo, la presenza di figli minorenni non comporta la necessità di detta autorizzazione.

Non è infrequente che il fondo patrimoniale venga costituito al solo scopo di sottrarre i beni che ne costituiscono l'oggetto alle ragioni dei creditori.

Questi possono però vanificare la manovra giovandosi, ricorrendone i presupposti, dell'azione revocatoria.

La costituzione del fondo patrimoniale integra un atto a titolo gratuito e non di adempimento dell'obbligo giuridico di mantenere la famiglia; di conseguenza, in caso di fallimento dei coniugi che hanno conferito i beni, la costituzione del fondo, se intervenuta nei due anni anteriori alla dichiarazione di fallimento, è priva di effetti per i creditori (Cass. 8/9/2004, numero 18065).

Il fondo patrimoniale cessa in seguito all'annullamento, allo scioglimento o alla cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Se però vi sono dei figli minori il fondo dura fino al compimento della maggiore età dell'ultimo figlio, ed in tal caso il giudice può dettare, su istanza di chi vi abbia interesse, norme per l'amministrazione del fondo. Il giudice può anche, valutate le condizioni economiche dei genitori e dei figli, e ogni altra circostanza, attribuire ai figli, in godimento o in proprietà, una quota dei beni del fondo.

Se non vi sono figli trovano applicazione le norme sullo scioglimento della comunione legale.

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