Mancato o ritardato pagamento delle rate successive alla prima

E' chiaro, l'articolo 12 della legge 289/2002, nulla prevede in caso di mancato o ritardato pagamento delle rate successive alla prima, tantomeno la nullità del condono come confortato dalla innumerevoli sentenze univoche delle Commissioni Tributarie e della Suprema Corte di Cassazione.

Il tutto però non è bastato a fermare la “mano pesante” della riscossione che attraverso apposite norme può agire direttamente in via di espropriazione immobiliare per i debiti da condono iscritti a ruolo senza dovere prima procedere ad iscrizione ipotecaria ed attendere ulteriori 6 mesi per l'esecuzione (aggiungo che di ipoteche ne sono volate prima della norma).

Il tutto sembra assurdo, a distanza di 8 anni ancora si vedono recapitare dinieghi della definizione e pretese assurde che mettono in crisi il contribuente spaurito dall'insormontabile “conto”.

Ora, il contribuente come stabilito dal secondo comma dell'articolo 12 in questione, “sottoscriveva con l'amministrazione finanziaria un atto”, che come tutti gli atti ha giuridicamente l'effetto di produzione, modificazione, creazione di un nuovo stato, abrogazione di una situazione precedente all'azione che il soggetto giuridico compie, quindi il contribuente “contraeva” con l'amministrazione finanziaria all'atto della sottoscrizione, un nuovo debito, che sostituiva il precedente.

E' chiaro quindi che per quanto concerne le eventuali somme non corrisposte o corrisposte in ritardo, non prevedendo l'articolo nessuna “clausola annullatoria” in caso di ritardato o mancato pagamento delle rate, l'Amministrazione non può che richiedere al contribuente il residuo (seconda rata), maggiorata di sanzioni ed oneri previsti da legge. Ma non può in nessun modo annullare la definizione.

Un'altro pasticcio

Ma allora, su cosa basa la richiesta “assurda”? Secondo Agenzia e Concessionario, mancando nell'articolo 12 una disposizione che a fronte del mancato pagamento nei termini indicati, faccia salvi gli effetti della sanatoria, il condono non è valido.

A smontare definitivamente la debole tesi appena sostenuta oltre quanto abbiamo sopra menzionato, è un altro articolo della medesima legge l'articolo 11 che testualmente recita: “Qualora non venga eseguito il pagamento dell'imposta entro sessanta giorni dalla notifica dell'avviso di liquidazione, la domanda di definizione è priva di effetti.” prevedendo esplicitamente la nullità della domanda di definizione.

Ribadendo il principio quindi che: Ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit ("Dove la legge ha voluto ha detto, dove non ha voluto ha taciuto") se il legislatore avesse voluto rendere nulli gli effetti del condono, lo avrebbe dichiarato esplicitamente anche all'interno dell'articolo 12 così come enunciato nell'articolo 11 della stessa legge. Va infine rilevato che nell'impianto della legge 289/02 la regola che vuole la decadenza dai benefici del condono in caso di mancato pagamento di una rata, costituisce una eccezione solo nell'articolo 11 precedentemente menzionato confermando che in tutti gli altri casi, con il pagamento della prima rata il contribuente aderisca ad un nuovo debito con l'amministrazione finanziaria.

Purtroppo, non sono bastate le innumerevoli sentenze favorevoli al contribuente prodotte negli anni dalle diverse Commissioni Tributarie (Comm. Trib. Prov. de L'Aquila, Sent. numero 614 del 4 dicembre 2007, Comm. Trib. Prov. Avellino Sent. n°2 del 15/01/2007, Comm. Tributaria Prov. Cagliari Sent. n° 64 del 13/08/2007, Comm. Trib. Regionale Campania Sentenza n° 68 del 22/02/2008, Comm. Trib. Prov. Rieti Sentenza n°53 del 30/04/2007, Comm. Trib. Prov. di Torino Sent. n° 109 del 04/09/2007, Comm. Trib. Regionale Umbra Sent. n° 102 del 02/05/2005, Comm. Trib. Prov. di Rieti Sentenza n°31/03/2010), tantomeno le due pesanti pietre messe dalla Suprema Corte di Cassazione (Sentenza n°6370/2006 e Sentenza numero 22569 del 23 settembre 2009) con cui è stato ribadito il concetto che in tema di agevolazioni tributarie, in caso di rateizzazione dell'importo dovuto, per la definizione della lite pendente è sufficiente l'accettazione da parte dell'ufficio competente della relativa domanda presentata dal contribuente, seguita dal versamento della prima delle rate nelle quali sia eventualmente ripartito il pagamento degli importi richiesti dalla norma.

Quella delle rate è solo uno dei tanti pasticci che sono stati combinati con la riscossione delle adesioni alle varie forme di “condono” inserite all'interno della legge 289/2002, bolli auto Statali o Regionali, IVA, scadenze… tanti “ripensamenti” che a distanza di anni sono stati posti in campo per tentare di arginare il “buco”…

Sperando che quanto appena scritto possa essere utile agli amici del Forum, Ribadisco il concetto: “Alcuni virus per non morire si modificano e diventano più insidiosi, sta a noi, trovare il vaccino giusto…” In questo caso, possiamo dire di averlo trovato.

di Andrea80 per indebitati.it

12 settembre 2010 · Patrizio Oliva

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