Maltrattamenti in famiglia - Ricorso e deduzioni a difesa

Avverso la sentenza con cui in data 15.2.2011 la Corte d'appello di Roma ha confermato la sua condanna deliberata dal locale Tribunale il 28.3.2007, per il delitto di maltrattamenti in famiglia  in danno della moglie B. ritenuto consumato fino all'aprile 2004, ricorre (…) a mezzo del difensore fiduciario deducendo:

  1.  erronea applicazione dell'articolo 572 c.p. e mancanza di motivazione, perché la Corte distrettuale avrebbe argomentato solo sul dolo di sopraffazione ma non sull'obiettiva sussistenza dell'abitualità di condotta; il peculiare rapporto tra i coniugi, descritto come di tipo sadomasochista con molteplici inversioni di ruolo, sarebbe incompatibile con continue sistematiche ed unilaterali vessazioni;
  2.  erronea applicazione della prescrizione del reato, che avrebbe dovuto escludere dalla valutazione probatoria i singoli fatti pregressi, sì da escludere che quelli residui potessero integrare il requisito dell'abitualità:  nella specie avrebbero dovuto essere esclusi tutti gli episodi di ingiurie e percosse collocati temporalmente prima dell'agosto 2003 (tenuto conto della data della sentenza d'appello);
  3.  vizi di motivazione in merito alle censure mosse con l'atto d'appello, in ordine alla credibilità della B. con particolare riferimento alle sue azioni civili ed alle denunce indicative del suo interesse anche patrimoniale, nonché alle dichiarazioni sulle ragioni del matrimonio con risposte della Corte distrettuale ‘non pertinenti, all'incompatibilità tra il carattere della donna della donna, quale descritto anche in sentenza ed il ruolo di abituale vittima; ai riscontri quanto alle dichiarazioni testimoniali ed ai documenti sanitari;
  4.  vizi di motivazione in ordine al trattamento sanzionatorio in ordine al diniego dell'attenuante ex articolo 62 numero 2 c.p. ed al beneficio della non menzione; erronea applicazione della legge processuale in ordine alla valutazione equitativa del danno morale risarcito, secondo il ricorrente preclusa laddove consentirebbe quantificazioni in assenza di puntuale indicazione ed allegazione delle ragioni che fonderebbero il danno morale.

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