La proposta non è evidentemente potabile per chi ha una bassa propensione al rischio

La proposta non è evidentemente potabile per chi ha una bassa propensione al rischio, ma Giuliani la argomenta bene e alcuni numeri sono dalla sua. Negli ultimi anni di terribili deflussi dal sistema dei fondi italiani Azimut ha tenuto ed è cresciuta: i 6 miliardi di patrimonio del 2002 a fine 2007 erano diventati 15. I clienti erano 97 mila, oggi sono 150 mila. Quanto soddisfatti? «L'orgoglio della casa è aver offerto in media negli ultimi dieci anni l'1,7% più dei Bot, mentre il sistema nel complesso, controllato al 90% dalle banche, si è distinto per aver bruciato ricchezza, per aver offerto un rendimento pari al Bot meno un punto e mezzo».

Certo che oggi il Bot da solo viaggia oltre il 4% netto. Avere anche solo quello....E i saldi di Borsa se la frenata continua e i profitti si sgonfiano non saranno poi così allettanti. Un conto è comprare utili a prezzi bassi, un conto è scoprire che dietro quei prezzi c'erano molti meno utili del previsto. E' vero o no? «Macché. Non sono per nulla d'accordo. Gli analisti devono fare il loro mestiere con la calcolatrice.

Ma un vero gestore - e noi siamo gestori - a un certo punto deve buttare i calcoli dalla finestra, andare a mettere il naso nelle aziende e decidere che hanno un valore intrinseco, anche se per un anno i profitti calano» E che cosa metterebbe nel suo portafoglio al 100% azionario? «Eviterei le azioni inglesi e spagnole, le più provate dalla crisi». Alla larga anche dai grandi retailer: le Wal Mart, tanto per intenderci. Invece sarebbe ora di selezionare i finanziari ipervenduti. E così Giuliani tanto per cominciare si è ricomprato insieme a manager e gestori il suo bastonatissimo titolo con un articolato piano di buy back. Se la fortuna aiuta gli audaci.... .

dal Corriere della Sera

Io aggiungo semplicemente che Pietro GIULIANI ci aveva "azzeccato" (quasi) tutto: ai prezzi del 7 luglio 2008 non si comprerà per parecchi anni. Complimenti vivissimi!

8 ottobre 2008 · Patrizio Oliva

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  • Ornella De Bellis 21 agosto 2013 at 19:23

    Bobo Vieri chiede tre milioni di risarcimento a promotore finanziario e ad Azimut Consulenza

    L'ex bomber di Juventus, Inter e della Nazionale Christian Vieri ha chiesto tre milioni di euro a un promotore finanziario, reputato «infedele», e alla società Azimut Consulenza per investimenti Sim a cui ha consegnato la somma perché fosse investita e che non gli è mai stata restituita. Per questo, ha presentato un atto di citazione al Tribunale civile di Milano mentre la vicenda penale (è stata anche presentata una denuncia per truffa) è stata trasmessa a Roma per competenza.

    Vieri e suo fratello Massimiliano, a sua volta calciatore, avevano cominciato a versare somme al promotore nel 2004 fino al 2005, in quanto il professionista aveva prospettato investimenti da cui avrebbero tratto dei guadagni ingenti. Guadagni che non sono arrivati così come non sono stati restituiti i tre milioni che avevano affidato al promotore, nonostante i numerosi solleciti.

    L'ex bomber, assistito dall'avvocato Danilo Buongiorno, aveva anche provato a ricomporre la vicenda davanti alla camera di Conciliazione di Milano ma né il promotore, né i rappresentanti della Azimut si sono presentati. Da qui l'iniziativa di una causa civile perché, tra l'altro, il reato di cui è accusato il procuratore dovrebbe essere prescritto.

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