Gianpaolo Luzzi - l'indebitamento in Italia e la nuova risorsa delle debt agency

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Gianpaolo Luzzi

Autore di “Come ‘non' pagare i debiti e vivere felici”, fondatore e amministratore delegato della prima debt agency italiana, esperto di recupero crediti (campo in cui ha lavorato per 25 anni), Gianpaolo Luzzi ha presentato nel corso di un convegno le proprie “istruzioni per l'uso” al sovraindebitamento familiare. Lo abbiamo intervistato.

Dott. Luzzi, qual è la situazione dell'indebitamento in Italia?

In confronto all'Europa e agli Stati Uniti stiamo bene, ma solo perché in questi paesi la situazione è davvero drammatica. Oggi ho mostrato alcuni dati riguardo alle insolvenze nei pagamenti nel sistema bancario e nel sistema finanziario e qualche numero anche sulle pratiche del recupero crediti: lavoro nel campo da moltissimi anni e ho avuto l'occasione di farmi un'idea piuttosto chiara della situazione. Nel 2006, solo per fare un esempio, le sole società di recupero crediti avevano recuperato circa 30 milioni di pratiche: se a queste si aggiungono tutte le pratiche recuperate dagli avvocati, quelle recuperate direttamente dai creditori, le pratiche delle società di riscossione tributi, è facile capire come esista un vero e proprio esercito di persone sottoposte a recupero crediti. Oggi ho cercato di mettere in mostra l'aspetto “patologico” dell'indebitamento e ho cercato di fornire un decalogo delle cose da fare e da non fare.

Quali sono i consigli che si sente di dare a chi è indebitato?

Il primo, e anche il più importante, è quello di non perdere la testa. Spesso in questi casi si perde la lucidità, mentre invece è necessario mantenere la calma. Un'altra cosa da fare è parlarne in famiglia: è incredibile quanti siano i casi in cui il debitore si raccomanda di non parlarne con la propria famiglia e di tenere all'oscuro parenti e familiari: parlarne in famiglia, invece, è essenziale, perché altrimenti il rischio che si corre è quello di peggiorare ancora di più la situazione. Altri consigli che mi sento di dare sono quelli di non assumere atteggiamenti dilatori, non fuggire, non essere inutilmente aggressivi.

Quali sono i comportamenti giusti, allora?

Innanzitutto prendere coscienza che di fronte a una situazione eccezionale occorre prendere provvedimenti eccezionali. Lo sbaglio più frequente è continuare a fare le stesse cose ottenendo gli stessi risultati: se quei comportamenti hanno portato a un sovraindebitamento, continuare sulla stessa strada è da pazzi. Si tratta di prendere in mano la propria posizione, far finta di essere un'azienda, cercare di risolvere la situazione con un piglio manageriale.

E se una persona non si sente di affrontare tutto questo da sola?

Allora esistono le debt agency. Le ho importate io stesso, direttamente dal mondo anglosassone (le agenzie di consulenza ai debitori sono tipiche negli Stati Uniti): la prima debt agency ha aperto proprio a Livorno e questo mese ne è stata aperta un'altra in franchising a Empoli, oltre a una serie di richieste per aprire ulteriori filiali.

Cosa fanno queste agenzie?

Essenzialmente fanno consulenza: il debt counselor è colui che aiuta a uscire da una situazione di indebitamento nel modo migliore possibile. È il regista di uno staff composto da professionisti - che provengono dal recupero del credito, dal settore legale, dalla mediazione creditizia - che vengono guidati con lo scopo di risolvere la situazione di emergenza, tutelando il cliente.

Esiste un campo particolarmente pericoloso?

Sicuramente è da evidenziare il recente boom dei pignoramenti immobiliari. In questo settore ci vuole particolare perizia, perché sussiste un pericolo gravissimo per il debitore, ovvero quello di perdere la casa e di non liberarsi dai debiti. Lo sa bene chi fa recupero crediti, capita spesso di andare a recuperare su gente che dopo aver perso la casa non ha più niente. In questi casi la consulenza è particolarmente efficace, perché se proprio deve perdere la casa, è bene che il debitore si liberi completamente di tutti i debiti, in modo poi da poter ricominciare.

di Daria Domenici

11 ottobre 2008 · Antonio Scognamiglio

Commenti e domande dei lettori

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  • CLAUDIA 16 ottobre 2008 at 17:21

    no ok grazie e scusami ancora

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