Com'è disciplinata l'usura in Italia

L'ipotesi-base del delitto di usura, in Italia, è disciplinata, a partire dal 1997, dal combinato disposto del primo e terzo comma (prima parte) dell'articolo 644 c.p. ed è così descritta: Chiunque ... si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per se o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari, é punito.... La legge stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari.

L'ipotesi base dell'usura si caratterizza pertanto per la predeterminazione normativa del tasso-soglia, al di sopra del quale l'interesse diventa usurario e può essere definita "usura oggettiva".

Il requisito dell'approfittamento dello stato di bisogno (previsto nella fattispecie dell'usura delineata dall'articolo 644 c.p. del 1930, in vigore fino al 1996), non è più richiesto affinché si perfezioni il delitto e si sottolinea che, nella fattispecie base, vi è l'assenza di qualsiasi riferimento alla situazione di debolezza economica della vittima del reato. Il requisito dell'approfittamento dello stato di bisogno è previsto solo come circostanza aggravante dal numero 3 del quinto comma dell'articolo 644 c.p.

L'altra fattispecie di usura è descritta dalla seconda parte del terzo comma dell'articolo 644 c.p., e prevede che "Sono altresì usurari gli interessi, anche se inferiori al tasso-soglia trimestrale, che ... risultano comunque sproporzionati rispetto alle prestazioni di denaro o di altra utilità ovvero all'opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria".

In tale seconda figura il legislatore ripropone il requisito delle condizioni di difficoltà economica o finanziaria (della parte che accetta di pagare/paga il corrispettivo usurario), già presente nella cosiddetta usura impropria di cui all'articolo 644 bis c.p. (in vigore dal 1992 al 1996) e introduce la nuova nozione normativa di "interessi comunque sproporzionati" rispetto alla situazione del soggetto che li ha dati o promessi ("usura soggettiva"). Anche per questa seconda fattispecie l'approfittamento dello stato di bisogno costituisce un'aggravante del reato.

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