Usura - La prassi delle banche di adottare scorrettezze contabili

La prassi costante di tutte le banche di attuare sistematiche scorrettezze contabili nelle operazioni di finanziamento (aperture di credito, sbf, mutui, ecc...) collegate ai conti correnti, come il calcolo di interessi composti (anatocismo), di interessi "uso piazza" (ultralegali), di "valute" (antergazioni, postergazioni di addebiti e accrediti) e di "commissioni massimo scoperto", comporta, in sede di verifica peritale dei saldi dei c/c, la modifica, a favore del cliente, dei "numeri debitori" (capitale x giorni) utilizzati dalla banca nel calcolo degli interessi a debito, documentato nel trimestrale "conto scalare" e di conseguenza, la rettifica dei saldi fa variare (in pejus per la banca) anche il calcolo del taeg, se questo calcolo (come fatto finora dai c.t.) viene effettuato utilizzando i "numeri" della banca; ciò succede logicamente anche quando l'applicazione dell'anatocismo (o delle altre "scorrettezze") è legittima, perché, in ogni caso, nella verifica dell'usura, è necessario distinguere il "monte capitale" dal "monte interessi" (globalmente intesi). Su questo tema vedi Miele Tasso effettivo globale medio TEG medio - Principi e metodologie di calcolo in www.cesynt.it, 2007

Secondo una teoria, poiché le banche nel verificare il taeg hanno seguito le istruzioni della Banca d'Italia, in particolare nella questione del calcolo della cms "soglia" (circolare numero 1166966 del 2 dicembre 2005), anche l'eventuale inclusione della cms nel taeg da parte del giudice/ctu, pur facendo così superare il limite, non configurerebbe il reato, sussistendo in questo caso l'errore (soggettivo) sulla norma penale. Il fatto poi che degli elemento del reati (le operazioni ed il tasso soglia) non siano indicati direttamente dalla norma penale fa si che, per il principio di legalità (la norma penale può essere contenuta anche in un atto amministrativo, se sufficientemente determinato), essendo state le "Istruzioni" della Banca d'Italia, recepite nei decreti che pubblicano le operazioni ed il tasso medio, il metodo per la verifica del tasso usurario, non può che essere quello previsto nelle suddette "Istruzioni", anche se in contrasto con altre disposizioni (e la matematica finanziaria); per la confutazione di questa tesi rinvio al mio scritto "Il calcolo del tasso usurario nelle operazioni di credito bancario".

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  • katscarp 12 febbraio 2010 at 14:45

    Anch'io sono vittima dell'usura bancaria e la cosa più sconvolgente è che la Magistratura, che dovrebbe difendermi, si limita invece ad archiviare ogni mia denuncia. In Italia è questa la (in)giustizia!!!

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