Una interessante sentenza del tribunale di varese per i soggetti affetti da shopping compulsivo

Quanti sono affetti da shopping compulsivo hanno diritto alla nomina di un amministratore di sostegno che offra il necessario supporto per il recupero di un equilibrato rapporto con il denaro ed il ripristino di una razionale propensione al consumo di beni voluttuari.

Così si è espresso il Tribunale di Varese, in una sentenza dello scorso 3 ottobre 2012, disponendo l'amministrazione di sostegno nei confronti di una persona affetta da disordine comportamentale riconducibile a shopping compulsivo.

Ricordiamo che, seppur non riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l'irrefrenabile desiderio di spendere, al di fuori di ogni controllo e di un qualsiasi rapporto sostenibile con le proprie possibilità economiche, è all'origine di indicibili sofferenze, sia per il soggetto affetto da shopping compulsivo che per i componenti della sua sfera familiare.

Il Tribunale di Varese ha affrontato, nella fattispecie, il caso di una ragazza minorenne che, mossa da un'anomala propensione all'acquisto di beni voluttuari, era arrivata a spendere fino a 500 euro al giorno con una carta revolving intestata alla madre. Alla fine, il debito accumulato aveva raggiunto la ragguardevole cifra di cinquantamila euro.

La madre della giovane, pur di pagare l'ingente debito originato dalle spese effettuate figlia, si era addirittura licenziata al solo scopo di poter fruire del trattamento di fine rapporto, ma si era poi rivolta al Tribunale. Il giudice adito ha ritenuto indifferibile la necessità di predisporre un programma di sostegno finalizzato a stimolare, nella giovane donna, la propensione al risparmio.

Il giudice lombardo, richiamando la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (sottoscritta a New York nel dicembre 2006 e ratificata dal governo italiano con la legge numero 18 del 03 marzo 2009) ha, in pratica, esteso anche agli affetti dal disturbo di shopping convulsivo le norme a tutela dell'incapace, disponendo stringenti misure di sorveglianza. In particolare ha affidato all'amministratore di sostegno l'incarico di fissare ed autorizzare rigidi tetti di spesa quotidiana, settimanale e mensile per la giovane affetta da shopping compulsivo e di predisporre un piano per la graduale diminuzione degli importi destinati a soddisfare l'immotivato desiderio di acquisto.

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14 maggio 2009 · Patrizio Oliva

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Stai leggendo Una interessante sentenza del tribunale di varese per i soggetti affetti da shopping compulsivo Autore Patrizio Oliva Articolo pubblicato il giorno 14 maggio 2009 Ultima modifica effettuata il giorno 22 gennaio 2017 Classificato nella categoria attualità gossip politica del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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