Come si guarisce

I primi passi per evidenziare il problema sono, innanzitutto, ammettere di averlo e, poi, chiedersi perché si compra: per aumentare il senso di autostima, per una depressione, etc.

E' da rilevare che lo shopping compulsivo non è un problema unicamente femminile, anche gli uomini ne soffrono. Il punto di vista tradizionale delle donne che soffrono dell'acquisto compulsivo è probabilmente risultato dal fatto che la maggior parte degli studi fatti erano rivolti principalmente alle donne. Queste, infatti, sono più inclini ad ammettere la loro dipendenza mentre gli uomini sono restii.

Se lo shopping compulsivo non è stato ancora classificato formalmente come disturbo comportamentale specifico dall'American Psychiatric Association (Hanson, 1993), si può immaginare quanto poco discusse siano state le questioni riguardanti la cura e il trattamento.

Indagando sul trattamento del disturbo, nonostante la limitatezza delle ricerche, emerge come l'uso della psicoterapia psicodinamica o psicoanalitica, sia pur con un setting talvolta modificato, risulti molto efficace.

La psicoterapia psicodinamica può essere il trattamento di scelta per quei pazienti con un elevato funzionamento, in grado di tollerare le regole imposte dal setting, preferibilmente non rigido, con una buona dose d'introspezione con cui, però, non va dimenticato l'utilizzo di qualche strategia volta alla modificazione del sintomo, quale la stesura di un diario quotidiano.

Come per le altre addiction, la domanda del paziente tende a essere quella di volgersi al sintomo, da risolvere il più rapidamente possibile.

Infatti i primi incontri con la paziente M. sono serviti a farle riconoscere la posizione dipendente-depressiva che rifiutava di accettare preferendo percepirsi come "un'ottima cliente".

La terapia attraverso lo Psicodramma analitico si è rivelata un ottimo strumento per ridefinire la posizione spazio-temporale della stessa che, attraverso l'assoluta mancanza di controllo degli impulsivi, metteva in atto una profonda regressione da cui non era in grado di uscire.

L'incontro con l'Altro, il riconoscimento di essere soggetto e non oggetto delle pulsioni, il superamento della frustrazione nel rivivere i propri bisogni l'hanno condotta ad un'evoluzione positiva, seppur sempre controllata, del suo "essere in divenire" invece di "essere per comprare".

di Stefania Tedaldi

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