Acquistare invece di vivere

"L'emozione è comprare tanto, non comprare qualcosa" dice Maria, una paziente dipendente dalla shopping. "Il piacere è come quello provato per la droga, è allontanare l'angoscia del vuoto".

Per molti anni M. è stata una compratrice accanita e si identificava con quello che T.
Hine, uno storico del materialismo culturale, autore di "Siamo tutti dei clienti", scriveva in proposito: "Un soggetto diventa un compulsive shopper se non può pagare gli oggetti che compra, ma finchè acquista e paga viene classificato come buon cliente".

Nella nostra società questa concezione relativa alla dipendenza in oggetto ha condizionato molti compratori a diventare compulsive buyer ed a iniziare una catastrofica discesa delle proprie finanze. M., nel giro di pochi anni si era ritrovata con debiti enormi.

Aveva pienamente aderito al detto: "In shop we trust", manifesto delle ragazze Shopaholic, in un blog sugli acquisti.

Gli episodi di shopping compulsivo hanno una frequenza media di 17 episodi mensili ed una durata che oscilla dall'ora alle sette ore per episodio.

Casi estremi sostengono di avvertire l'impulso a comprare ogni ora (sebbene ciò sia infrequente).

In media 7/8 ore la settimana sono pervase da questo impulso a comprare. I tentativi di opporsi a tale comportamento irrefrenabile vengono descritti spesso come fallimentari; circa il 74% delle volte in cui i soggetti sperimentano l'impulso a comprare esso ha come conseguenza l'acquisto.

E' comunque probabile che i consumatori compulsivi abbiano, fin dall'inizio, poca stima di sé, confermata e rinforzata, poi, dalle conseguenze negative del loro comportamento.

Faber e O'Guinn (1988) osservarono che il livello di autostima degli shopper compulsivi era significativamente più basso rispetto a quello dei normali consumatori (14,81 contro 10,66). I dati qualitativi fornirono ulteriori esempi dei sentimenti di inadeguatezza e della scarsa stima di sé che spesso provano le persone con problemi d'acquisto.

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