Lo sgravio della cartella esattoriale? Basta conoscere i commercialisti giusti ... [Commento 1]

  • Laura Bendinelli 20 giugno 2008 at 08:28

    Davide De Zan, giornalista sportivo di Mediaset, finisce nei guai per aver spiato i dati patrimoniali di due colleghi: Alessandro Piccini, conduttore di «Controcampo», e Paolo Ziliani. La vicenda emerge da un'inchiesta della procura di Milano che ha portato all'arresto di quattro persone, tra cui il funzionario dell'Agenzia delle Entrate Giuseppe Lomuti.

    Secondo il pm Francesco Prete, i quattro arrestati sarebbero stati coinvolti in un giro di tangenti pagate per annullare cartelle esattoriali ed ottenere sconti dal fisco. De Zan, sfruttando l'amicizia con Lomuti, non avrebbe resistito alla curiosità di sbirciare la situazione patrimoniale dei colleghi. De Zan si è presentato in redazione in mattinata e, dopo aver condotto l'edizione di «Studio Sport», delle 13 ha lasciato il posto di lavoro, mentre il suo avvocato, Federico Cecconi, ha reso noto che il giornalista non ha ricevuto alcun avviso di garanzia né altre comunicazioni. Piccini, che si trova a Toronto per commentare gli Europei per conto di una tv che trasmette in Sud America, è apparso divertito: «Se voleva sapere quanto guadagnavo, bastava che me lo chiedesse. Davide è una persona per bene e credo che questa vicenda abbia avuto una ridicola cassa di risonanza, visto che si è solo fatto fregare dall'eccesso di curiosità. Tra l'altro io sono un free-lance e non posso scatenare gelosie».

    Anche Ziliani, l'altro spiato della redazione, pensa più o meno lo stesso: «Io e Davide ci confrontiamo tutti i giorni su tanti argomenti e quindi poteva benissimo farmi domande dirette senza farsi coinvolgere in un'inchiesta». Poi aggiunge: «Non ho segreti. Ho lo stesso stipendio dall'88, quando mi hanno assunto. Non capisco cosa ci possa essere di interessante nella mia busta paga». De Zan evita commenti, ma ha parlato con Piccinini e Ziliani.

    Oggi De Zan dovrebbe condurre una nuova edizione di «Studio Sport» e non potrà sottrarsi alla curiosità dei colleghi. Per dirla con una metafora alla Piccinini, il giornalista esperto anche di ciclismo spera che la giustizia gli dia «una sciabolata morbida» per non veder macchiata la sua immagine, ma soprattutto per non avere problemi con l'azienda. Sembra che tra i motivi della spiata ci siano contrasti con Mediaset e la volontà d'avviare una causa per motivi economici dovuti all'impiego nelle trasmissioni del digitale terrestre.

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