Pignorabilità di stipendi e pensioni nel caso di cumulo con cessioni volontarie

Quanto detto consente di introdurre il delicato argomento della pignorabilità dei crediti di lavoro nel caso di cumulo tra pignoramenti e cessioni volontarie.

Nella pratica quotidiana, infatti, spesso il giudice si troverà a provvedere relativamente a stipendi o salari già decurtati da cessioni effettuate dai lavoratori per far fronte al pagamento di mutui contratti nei confronti di finanziarie o di privati.

Per ciò che riguarda i dipendenti pubblici, premessa la non cedibilità dei crediti di lavoro in misura superiore ad un quinto, l'articolo 68 dpr numero 180/50 distingue tra cessione successiva e cessione "perfezionata e debitamente notificata" (al debitore ceduto) anteriormente al sequestro o pignoramento.

In quest'ultimo caso, non può essere pignorata che la differenza tra la metà dello stipendio o salario e la quota ceduta, fermi restando i limiti di cui all'articolo 2 dpr n.180/50. La quota pignorabile delle retribuzioni, sia dei prestatori di lavoro privati che di quelli pubblici, va determinata sull'intera retribuzione, al lordo delle cessioni.

Una simile norma esplicita non esiste per i crediti dei prestatori d'opera privati, anche se l'articolo 2914 del codice civile al numero 2 parla di cessioni di crediti che siano state notificate al debitore ceduto o accettate dal medesimo successivamente al pignoramento, per affermare che dette cessioni non hanno effetto in pregiudizio del creditore pignorante e dei creditori che intervengono nell'esecuzione.

In mancanza di una esplicita norma in materia di cumulo tra cessioni volontarie e pignoramenti, diverse sono state, nella pratica, le soluzioni adottate dai diversi giudici.

Al fine di evitare che attraverso cessioni volontarie il debitore giungesse a vanificare le altrui pretese creditorie, alcuni giudici hanno ritenuto del tutto irrilevanti ai fini della determinazione della quota pignorabile dei crediti di lavoro dei dipendenti privati, le eventuali cessioni volontarie di parti di detti crediti, anche se notificate, perfezionate od accettate anteriormente al pignoramento.

L'opinione non può essere condivisa per due motivi: il primo, perché il principio di cui all'articolo 2740 del codice civile e l'esigenza di garantire al creditore di evitare strumentali manovre autodepauperatorie del debitore, vanno contemperate con la necessità di assicurare al prestatore di lavoro un minimo indispensabile per far fronte ai primari bisogni della vita; il secondo, che sembra davvero decisivo, perché in seguito ai sopra menzionati interventi della Corte Costituzionale, si è in sostanza giunti ad equiparare, per ciò che attiene la pignorabilità, sequestrabilità e32cedibilità, i crediti di lavoro dei dipendenti pubblici con quelli dei prestatori d'opera privati.

Davvero non si comprende, pertanto, perché il limite dell'articolo 68 dpr numero 180/50 della metà dello stipendio o salario anche in caso di cessione volontaria non debba valere anche per i lavoratori privati.

In seguito ad altre sentenze della Corte Costituzionale, anche le retribuzioni del personale di volo delle imprese di navigazione aerea e degli arruolati con rapporto di lavoro nautico sono state equiparate a quelle dei lavoratori privati.

Una ultima ipotesi di impignorabilità riguarda le somme di cui va creditore l'appaltatore nei confronti della p.a. terzo pignorato. È stata a proposito sostenuta l'impignorabilità di tali somme, durante il tempo occorrente all'esecuzione dell'opera, se non su esplicita autorizzazione dell'autorità amministrativa appaltante. Una importante questione è poi quella della rilevabilità dell'eventuale impignorabilità dei crediti.

Si propende per la tesi della rilevabilità di ufficio della impignorabilità in esame, parimenti a quanto ritenuto con riferimento alle cose mobili elencate nell'articolo 514 codice di procedura civile, sul presupposto che i limiti di pignorabilità sono stabiliti nell'interesse pubblico e che un pignoramento oltre tali limiti sarebbe nullo per violazione di norme imperative.

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Commenti e domande dei lettori

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  • bonkard66 19 dicembre 2014 at 08:21

    Salve,il pignoramento di 88 euro e avvenuto anche sulla tredicesima, e normale? Per sapere cosa ha deciso il giudice il 20/maggio/2014,visto che non ho ricevuto nessuna comunicazione in merito,cosa devo fare? Se c'è stata una variazione della cifra pignorata,l'inps deve comunicarmelo ? Grazie

    • Annapaola Ferri 19 dicembre 2014 at 08:46

      Il pignoramento della pensione avviene su qualsiasi rateo percepito dal debitore, e quindi anche sulla tredicesima.

      Per capire se l'INPS trattiene più del dovuto, deve necessariamente sottoporre la documentazione ad un avvocato o ad un'associazione di consumatori presente sul territorio e nel caso presentare ricorso, sempre con un'assistenza legale, al giudice delle esecuzioni.

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