Pignorabilità dei crediti derivanti da rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici

Complessa e meritevole di specifico approfondimento si presenta la problematica della pignorabilità dei crediti da lavoro dei dipendenti pubblici.

Il pignoramento degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni era regolato dagli articoli da 1 a 4 del DPR 5 gennaio 1950 numero 180.

Detta normativa prevedeva (articolo1) l'impignorabilità ed incedibilità di tutti gli emolumenti ( stipendi, salari, assegni, pensioni , indennità, sussidi ecc.) dovuti dallo Stato e da qualsiasi altro ente od istituto pubblico , comprese le aziende autonome municipalizzate e le imprese concessionarie di servizi pubblici, ai loro salariati, impiegati e pensionati "per effetto ed in conseguenza dell'opera prestata nei servizi da essi dipendenti".L'unico limite al divieto di sequestrabilità e di pignorabilità era disciplinato dall'articolo 2 del medesimo D.P.R., laddove si sanciva la pignorabilità dei crediti in questione:

  1. fino alla concorrenza di un terzo valutato al netto delle ritenute per cause di alimenti dovuti per legge;

  2. fino alla concorrenza di un quinto, sempre valutato al netto di ritenute, per debiti verso lo Stato e verso gli altri enti, aziende ed imprese da cui il debitore dipende, derivanti dal rapporto di impiego o di lavoro;

  3. fino alla concorrenza di un quinto, al netto delle ritenute, per tributi dovuti allo Stato, alle province ed ai comuni, facenti carico, fino dalla loro origine, all'impiegato o salariato.

La disciplina della pignorabilità dei crediti da lavoro del pubblico dipendente è stata, però, letteralmente sconvolta dai ripetuti interventi, "in subiecta materia", della Corte costituzionale

A partire dal 1987, la Corte Costituzionale ha, con due sentenze, dapprima dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 2 1° co. numero 3 DPR numero 180/50 nella parte in cui, in contrasto con l'articolo 545 4° co. codice di procedura civile, non prevedeva la pignorabilità e sequestrabilità degli stipendi, salari e retribuzioni corrisposti da altri enti diversi dallo Stato, da aziende ed imprese di cui all'articolo 1 dello stesso DPR fino alla concorrenza di un quinto per ogni credito vantato nei confronti del personale  ed in seguito esteso la pignorabilità dei suddetti emolumenti, sempre nella misura di un quinto, per ogni credito vantato nei confronti del personale dipendente dello Stato.

In seguito a dette pronunce la Corte, procedendo nell'opera di equiparazione, relativamente alla pignorabilità per ogni credito diverso da quello alimentare, dei crediti da lavoro dei dipendenti pubblici con quelli dei lavoratori privati, ha precisato ed in definitiva ampliato l'oggetto degli emolumenti dei dipendenti pubblici pignorabili.

Ha, così, dapprima, attraverso la declaratoria di illegittimità costituzionale dell'articolo 1 3° co. lettera b) l. numero 324/1959, ammesso la pignorabilità, sequestrabilità e cedibilità dell'indennità integrativa speciale istituita dal 1° co. della stessa legge, fino alla concorrenza di un quinto, per ogni credito vantato nei confronti del personale, in seguito, affermata l'incostituzionalità dell'articolo 2 1° co. D.P.R.n.180/1950, ha sancito, per i dipendenti pubblici, la sequestrabilità e pignorabilità, nei limiti stabiliti dall'articolo 545 4° co. codice di procedura civile, per ogni altro credito, delle indennità di fine rapporto loro spettanti.

A tale soluzione la Corte Costituzionale è pervenuta dopo avere ritenuto la natura essenzialmente retributiva dell'indennità di "buonuscita" e la parvità della componente previdenziale in essa contenuta.

Sempre procedendo nell'opera di parificazione, relativamente al trattamento di pignorabilità e sequestrabilità, dei crediti connessi a prestazioni di lavoro dei dipendenti pubblici con quelli dei dipendenti privati, la Corte Costituzionale ha dichiarato la illegittimità costituzionale degli articoli 4 l.n.424/66 e 21 D.P.R.n.1032/73, nella parte in cui prevedevano, per i dipendenti civili e militari dello Stato, la sequestrabilità o la pignorabilità delle indennità di fine rapporto di lavoro, anche per i crediti da danno erariale, senza osservare il limite del quinto previsto dall'articolo 545 4°co. codice di procedura civile .

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Commenti e domande dei lettori

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  • bonkard66 19 dicembre 2014 at 08:21

    Salve,il pignoramento di 88 euro e avvenuto anche sulla tredicesima, e normale? Per sapere cosa ha deciso il giudice il 20/maggio/2014,visto che non ho ricevuto nessuna comunicazione in merito,cosa devo fare? Se c'è stata una variazione della cifra pignorata,l'inps deve comunicarmelo ? Grazie

    • Annapaola Ferri 19 dicembre 2014 at 08:46

      Il pignoramento della pensione avviene su qualsiasi rateo percepito dal debitore, e quindi anche sulla tredicesima.

      Per capire se l'INPS trattiene più del dovuto, deve necessariamente sottoporre la documentazione ad un avvocato o ad un'associazione di consumatori presente sul territorio e nel caso presentare ricorso, sempre con un'assistenza legale, al giudice delle esecuzioni.

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