Pignoramento stipendi e pensioni – limiti alla pignorabilità e minimo vitale


Non tutti i crediti sono liberamente pignorabili. L’art.545 c.p.c. ed alcune disposizioni contenute nelle leggi speciali fissano i limiti oggettivi del pignoramento dei crediti nell’espropriazione presso terzi.

La disciplina normativa, apparentemente chiara, presenta invece, anche in seguito ai reiterati interventi della Corte Costituzionale in materia di crediti di lavoro dei dipendenti pubblici, numerosi dubbi interpretativi e notevoli difficoltà pratiche.

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Stai leggendo Pignoramento stipendi e pensioni – limiti alla pignorabilità e minimo vitale Autore Paolo Rastelli Articolo pubblicato il 28 agosto 2013 Ultima modifica effettuata il 28 luglio 2014 Classificato nelle categorie pignoramento stipendio e pensione regole generali Etichettato con tag , , , , , , , Archiviato nella sezione conseguenze dei debiti » pignoramento » il pignoramento di stipendi e pensioni Letture 1 Numero di commenti e domande: 13 Clicca qui per inserire un commento o porre una domanda.

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Commenti e domande dei lettori

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  • bonkard66 24 aprile 2014 at 15:46

    Ho ricevuto nel Novembre 2013 un atto di pignoramento presso terzi. Cita il sottoscritto e inps a comparire in tribunale il 13/02/2014 (questa data viene cancellata con penna ) e riscritta il sempre con penna il 20/maggio.L’atto di pignoramento e la relazione di notifica del U.G. dice:Visto il titolo esecutivo e l’atto di precetto notificato il 30/10/2013.Ho pignorato:In virtu didel detto provvedimento spedito in forma esecutiva tutte le somme dovute da inps.Dal gennaio 2014 che mi viene trattenuta sotto la dicitura : accantonamento somma 88 euro.Faccio presente che la pensione di invalidità e di 1000 euro circa,già con un quinto in corso (richiesto da me,sempre per pagare altri debiti).Domanda: Perchè l’INPS trattiene 88 euro se l’udienza non e ancora avvenuta? Questo vuol dire che e già tutto deciso? Posso appellarmi? grazie

    • Ludmilla Karadzic 24 aprile 2014 at 16:13

      Il creditore è già in possesso di un titolo esecutivo e le ha già notificato il precetto. Tanto è vero che, come lei riferisce, l’ufficiale giudiziario scrive Visto il titolo esecutivo e l’atto di precetto notificato … .

      L’udienza presso il giudice serve a sapere dall’INPS qual è l’importo netto della pensione erogata e se, oltre alla cessione del quinto, sulla pensione insistono altri precedenti pignoramenti e la loro natura (prestiti da privati, banche e finanziarie, debiti esattoriali, assegno di mantenimento ecc.).

      Su queste basi il giudice potrà decidere l’esatto importo che l’INPS dovrà trattenere e versare al creditore, nel rispetto delle leggi che tutelano il debitore, e, fissata la rata mensile, per quanti mesi dovrà essere effettuato il prelievo.

      Ciò non toglie che, in attesa dell’udienza e stante l’esecutività del titolo in suo possesso, il creditore abbia potuto chiedere all’INPS ed ottenere, in via provvisoria, il prelievo di un importo inferiore al massimo del 20% che il giudice potrà stabilire.

      Insomma, il giudice non dovrà decidere se lei debba, o meno, dei soldi al creditore (nel merito la questione è stata già risolta con il decreto ingiuntivo, che ha determinato anche capitale, interessi e spese legali dovute). Ma solo a stabilire quanto l’INPS deve versare mensilmente al creditore e, contestualmente, per quanto tempo dovrà farlo.

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