Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo - di cosa si tratta

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo può essere legittimamente determinato da motivazioni inerenti l'attività produttiva e l'organizzazione del lavoro: si tratta, dunque, di motivazioni riconducibili a specifiche esigenze aziendali che impongono la soppressione del posto di lavoro oppure a circostanze individuate dal datore di lavoro come un valido motivo di risoluzione del rapporto.

Tra le motivazioni riconducibili a specifiche esigenze aziendali rientrano la soppressione di posti di lavoro a causa di innovazioni tecnologiche (ad esempio, l'automazione spinta dei processi); a causa di riassetti organizzativi (per una società di recupero crediti, può causare giustificato motivo oggettivo di licenziamento la decisione del management di passare da una rete di esazione diretta ad una indiretta, affidandosi a funzionari preposti alla riscossione coattiva muniti di partita IVA); o ancora, il licenziamento può essere giustificato dal motivo oggettivo derivante da una riorganizzazione aziendale imposta dalla necessità di contenere i costi attraverso il ricorso a servizi offerti in outsourcing (tipicamente l'affidamento a terzi della gestione e dello sviluppo del sistema informativo e contabile).

Tra le circostanze individuate dal datore di lavoro come un valido motivo di risoluzione del rapporto si fanno rientrare quelle in cui, pur essendo incolpevole sotto il profilo giuslavoristico, il lavoratore non riesce ad adempiere ai propri obblighi contrattuali (classico esempio è una assenza dal lavoro per malattia protrattasi oltre i limiti temporali di comporto previsti dalla contrattazione collettiva, oppure che determini una sopraggiunta inidoneità allo svolgimento delle mansioni al lavoratore assegnate).

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