Si chiede di conoscere i fondamenti giuridici della class action su libretti di risparmio "antichi" ritrovati

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il Governo sia a conoscenza di un fenomeno propagandistico di taluni legali, privi, a giudizio dell'interrogante, di un solido fondamento giuridico, tendenti ad alimentare speranze di rivalutazioni dei propri libretti di risparmio, con la finalità di incassare almeno 100 euro a pratica dai possessori dei titoli di risparmio, con il miraggio di improbabili rivalutazioni;

quale sia il fondamento giuridico sul quale si possa basare una class action per i possessori dei libretti di risparmio, posto che l'azione collettiva non può essere esercitata per fatti anteriori all'entrata in vigore della legge, avvenuta il 1° gennaio 2010;

se tale propagandata azione collettiva, che induce molti risparmiatori o loro eredi al miraggio di rivalutazioni milionarie, non integri un abuso della credulità popolare sanzionato dall'articolo 661 del codice penale;

se tali atti propagandistici, finalizzati alla divulgazione di notizie destituite di solide basi giuridiche, non siano volti a produrre un illecito arricchimento a danno di consumatori, risparmiatori e famiglie stretti nella morsa di una crisi e che si attaccano ad ogni promessa di facili guadagni;

se non intenda verificare i comportamenti di iscritti ad albi professionali, quindi soggetti al rispetto della deontologia, per sanzionarne comportamenti che sembrano debordare dal codice deontologico e che appaiono incompatibili con l'esercizio stesso dell'attività professionale.

30 settembre 2011 · Rosaria Proietti

Commenti e domande dei lettori

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  • Simo Folliero 7 gennaio 2012 at 08:32

    Sono ormai anni che il trio di avvocati, o presunti tali, composto da Anna Orecchioni, Marco Angelozzi e Giacinto Canzona, ci delizia con le proprie attività professionali, tutti casi strani e particolari prontamente comunicati alle agenzie e ripresi da tutti gli organi d'informazione, compresi i grandi quotidiani.

    L'ultima è quella della separazione tra due coniugi quasi centenari, a causa di un tradimento di lei scoperto dopo 40 anni dal marito, ma solo pochi giorni fa c'era stata la storia dell'eredità, ben 10 milioni di euro, che una signora di Potenza aveva lasciato al suo gatto Tommasino, ma prima ancora ci fu il libretto postale ritrovato dopo 50 anni è che con il solo versamento originario di 1,5 milioni di lire oggi avrebbe maturato interessi per 400 mila euro.

    In realtà basterebbe controllare a ritroso nel tempo per trovare decine di casi simili trattati dallo studio legale Orecchioni, Angelozzi e Canzona, tutti diligentemente diffusi dagli organi d'informazione in modo addirittura capillare, tanto da farci domandare chi nei giornali decide cosa pubblicare e perché.

    Orecchioni, Angelozzi e Canzona, tre nomi da non dimenticare, specialmente se siete redattori in qualche organo di informazione..