Libretti di risparmio “antichi” ritrovati – la class action » un raggiro di avvocati

Non si contano più, ormai, gli articoli apparsi sui quotidiani e nel web ed i servizi radiotelevisivi riguardanti i libretti di risparmio dormienti, risalenti a decine di anni fa, dimenticati e ritrovati in soffitta, in cantina o celati nell’imbottitura di un vecchio sofà. Appartenenti ora al bisnonno, al nonno, allo zio, del fortunato di turno. E subito si è scatenata la caccia al tesoro, alimentata da avvocati senza scrupoli, a detta del senatore Lannutti (Italia Dei Valori) che, sull’argomento ha presentato una dettagliata interrogazione al Senato. Perchè, si chiede e chiede al governo il senatore Lannutti, questi avvocati propongono una class action finalizzata a reclamare capitali ed interessi alle banche pur sapendo perfettamente che la legge sulla class action esclude l’azione collettiva per eventi fraudolenti a danno dei consumatori precedenti all’entrata in vigore della legge, avvenuta il 1° gennaio 2010? E sono al corrente i fortunati possessori dei libretti “antichi” ritrovati che le norme sulla class action consentono alle società di accordarsi, promuovere e perdere una class action preventiva, in modo da precludere ai ricorrenti la libertà successiva di azione in giudizio? Sono stati informati tutti coloro che alla class action hanno aderito e stanno aderendo che possono essere condannati a pagare la pubblicizzazione della sentenza e possono essere citati in giudizio per il risarcimento dei danni di immagine alla controparte?

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05674 – Atto n. 4-05674 – Pubblicato il 21 luglio 2011 – Seduta n. 585 – LANNUTTI ai Ministri dell’economia e delle finanze e della giustizia.

Premesso che

nei giorni scorsi, anche a causa di un servizio su un Tg Rai, sono usciti diversi articoli riguardanti i libretti di risparmio dormienti, con la possibilità, paventata da taluni legali, di reclamarne capitali ed interessi;

il 9 luglio 2011, sul “Corriere del Veneto”, Marika Damaggio racconta la storia di un pensionato che ritrova un libretto con 49.000 lire e chiede alle Poste 8 milioni di euro tra rivalutazioni ed interessi;

si legge sul citato articolo: «Sarà la prima class action italiana dedicata alla riscossione dei libretti “antichi”, sia bancari che postali. E lui, pensionato classe 1931, potrebbe diventare milionario. Virginio Oro, ex maresciallo di Castagnole di Paese, nel Trevigiano, ha finalmente ritrovato il libretto postale smarrito il 24 gennaio del 1957. Quelle 49.000 lire depositate nel conto di Poste italiane oggi potrebbero rivelarsi un vero tesoro. L’uomo di 80 anni si è rivolto allo studio associato Orecchioni e Canzona di Roma. Un consulente dei legali ha stabilito che oggi l’ex militare dell’Arma, tenuto conto di interessi e rivalutazioni, avrebbe diritto a 8 milioni di euro. Questo sarebbe infatti il valore del conto rimasto silente per più di cinquant’anni. Il 21 dicembre prima udienza nella capitale con le perizie. Sono dieci, in tutto, le persone che si sono rivolte allo studio laziale per avanzare una causa civile nei confronti di Poste italiane, Banca d’Italia e ministero dell’economia. Ognuno ha una storia diversa. Proviene da una regione diversa e si aspetta una rivalutazione diversa. Ma il denominatore comune è sufficiente per sollevare una querelle comune. Un’azione curiosa e allo stesso tempo pionieristica. Il filo conduttore che avvicina i protagonisti è la volontà di recuperare i risparmi contenuti nei libretti antichi. Smarriti e poi ritrovati. Tra loro c’è anche il cavaliere della Repubblica Virginio Oro. Nel corso della sua vita ha prestato servizio nell’arma e nel 1955 è stato nella legione di Bolzano per circa un anno. “Poi sono stato trasferito a Malcesine, a San Bonifacio e a Bari” racconta. Tutto inizia quando apre un libretto postale. Complice la vita frenetica e il continuo cambio di città, perde il conto. “Quando ho perso il libretto il saldo era di 49.182 lire” spiega Oro. L’equivalente contemporaneo di quella somma è paragonabile a 3.000 euro. Ma la rivalutazione potrebbe far lievitare la somma. Poco tempo fa l’uomo ha ritrovato in un cassetto il conto ingiallito. “Stavo facendo pulizie e l’ho trovato proprio in fondo a una scatola – spiega -, non pensavo fosse rimasto lì per tutto quel tempo”. Incuriosito ha deciso di battere cassa e incalzare Poste italiane. Ora lo studio Orecchioni e Canzona assisterà l’ex maresciallo. “Un nostro consulente ha stabilito che oggi il valore del libretto potrebbe ammontare a 8 milioni di euro – racconta Anna Orecchioni -. La rivalutazione monetaria e della capitalizzazione tiene conto della media dei tassi e degli interessi maturati nel corso degli anni”. Accanto a Oro ci sono altre persone. “Sono dieci in tutto i nostri clienti” spiega il legale. A risarcire gli smemorati dovrebbero essere Poste italiane, Banca d’Italia e il Ministero dell’economia e della finanza. I convenuti potrebbero però cambiare. Infatti nel corso degli anni gli assorbimenti e i passaggi di proprietà delle banche dovranno essere ricostruiti. La prima udienza è fissata per il 21 dicembre. Oro si affida alla sorte: “Non so bene quanto mi spetterà, ritrovare il libretto è stato comunque una vera fortuna”»;

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Stai leggendo Libretti di risparmio “antichi” ritrovati – la class action » un raggiro di avvocati Autore Rosaria Proietti Articolo pubblicato il 30 settembre 2011 Ultima modifica effettuata il 30 marzo 2014 Classificato nelle categorie conti correnti bancari e postali, prescrizione libretti buoni e vaglia postali Etichettato con tag , , , . Archiviato nella sezione tutela del debitore » prescrizione e decadenza dei debiti » prescrizione libretti risparmio e buoni postali Numero di commenti e domande: 1 Clicca qui per inserire un commento o porre una domanda

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Commenti e domande dei lettori

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  • Simo Folliero 7 gennaio 2012 at 08:32

    Sono ormai anni che il trio di avvocati, o presunti tali, composto da Anna Orecchioni, Marco Angelozzi e Giacinto Canzona, ci delizia con le proprie attività professionali, tutti casi strani e particolari prontamente comunicati alle agenzie e ripresi da tutti gli organi d’informazione, compresi i grandi quotidiani.

    L’ultima è quella della separazione tra due coniugi quasi centenari, a causa di un tradimento di lei scoperto dopo 40 anni dal marito, ma solo pochi giorni fa c’era stata la storia dell’eredità, ben 10 milioni di euro, che una signora di Potenza aveva lasciato al suo gatto Tommasino, ma prima ancora ci fu il libretto postale ritrovato dopo 50 anni è che con il solo versamento originario di 1,5 milioni di lire oggi avrebbe maturato interessi per 400 mila euro.

    In realtà basterebbe controllare a ritroso nel tempo per trovare decine di casi simili trattati dallo studio legale Orecchioni, Angelozzi e Canzona, tutti diligentemente diffusi dagli organi d’informazione in modo addirittura capillare, tanto da farci domandare chi nei giornali decide cosa pubblicare e perché.

    Orecchioni, Angelozzi e Canzona, tre nomi da non dimenticare, specialmente se siete redattori in qualche organo di informazione..

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