L'ultima sentenza della corte di cassazione: no a giudizi di merito sulle decisioni dell'impresa la sentenza 25201 non è dunque una novità assoluta

  • Luisiana Gaita per Il Fatto Quotidiano 31 dicembre 2016 at 18:35

    L'ultima sentenza della Corte di Cassazione: no a giudizi di merito sulle decisioni dell'impresa

    La sentenza 25201 non è dunque una novità assoluta. “Ma non trattandosi di un verdetto emesso a sezioni unite – spiega Martino – ed essendoci segnali discordanti nei vari pronunciamenti che si sono susseguiti negli ultimi tempi, direi che la partita è ancora aperta, anche se non è stato compiuto un passo verso i lavoratori”. Nella sentenza si fa riferimento ad alcune norme. Con il riferimento all'articolo 41 della Costituzione, gli ermellini ribadiscono il principio “che la scelta imprenditoriale che abbia comportato la soppressione del posto di lavoro non è sindacabile nei suoi profili di congruità ed opportunità” con i limiti dettati dallo stesso articolo e “sempre che risulti l'effettività e la non pretestuosità del riassetto organizzativo operato”. Per Martino la novità sta, invece, nelle argomentazioni e nel ricorso a una norma finora trascurata e oggi valorizzata, ossia l'articolo 30, comma 1, della legge 183 del 2010 (Collegato lavoro), secondo cui “in tutti i casi nei quali le disposizioni di legge nelle materie del lavoro privato e pubblico contengano clausole generali, ivi comprese le norme in tema di (…) recesso, il controllo giudiziale è limitato esclusivamente, in conformità ai principi generali dell'ordinamento, all'accertamento del presupposto di legittimità e non può essere esteso al sindacato di merito sulle valutazioni tecniche, organizzative e produttive che competono al datore di lavoro”. Che tradotto significa: la mia impresa la organizzo come voglio. “Musica per le orecchie degli imprenditori” spiega Martino.

    D’altro canto un conto è mettere sul tavolo i numeri di un'azienda in crisi o in difficoltà economiche, un'altra è dimostrare che un licenziamento può giovare ai conti. Ma c'è il rischio che, seguendo questo indirizzo, chiunque possa licenziare senza limiti? Una riflessione legittima dopo la sostanziale liberalizzazione dei licenziamenti ingiustificati portata dal Jobs Act, con l'eliminazione del diritto alla reintegra nel posto di lavoro. Per Romagnoli, “non è vero che chiunque può licenziare chiunque, perché la stessa Cassazione sottolinea la necessità che si accertino determinate condizioni”.

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