Legittimità della notifica della cartella esattoriale a parente o affine non convivente con il destinatario - ulteriore conferma della Suprema Corte

Con la sentenza 1063/2013 la Corte di Cassazione torna ancora ad esaminare la legittimità della notifica di una cartella esattoriale consegnata a mani a soggetto non convivente con il destinatario, anche se ad esso legato da rapporto di parentela o affinità.

Le eccezioni avanzate erano state accolte dal giudice di merito che avevano deciso per la nullità della stessa ma rigettate dai giudici di piazza Cavour che, nel caso proposto, affermano sulla questione involta dal motivo, un tempo in effetti discussa, l'orientamento di questa Corte è da ultimo consolidato nel senso che, in tema di notifica dell'avviso di accertamento, per fare presumere la qualità di persona di famiglia è sufficiente il rapporto di parentela o di affinità e non è richiesto dall'articolo 139 codice di procedura civile il requisito della convivenza; sussiste difatti l'onere, a carico di chi assume di non avere ricevuto l'atto, di provare il carattere del tutto occasionale della presenza del consegnatario a casa propria, senza che assumano rilievo le sole certificazioni anagrafiche del familiare stesso (cfr. per tutte Cass. numero 26324/2009; numero 10955/2009. E anche, in altra materia, Cass. numero 21362/2010); (e) che, pertanto, non è necessario stabilire, al fine di inferirne la validità della notifica, che la consegna del plico sia avvenuta a mani di persona (di famiglia) convivente

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su legittimità della notifica della cartella esattoriale a parente o affine non convivente con il destinatario - ulteriore conferma della suprema corte.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • Marzia Ciunfrini 14 maggio 2012 at 06:29

    La giurisprudenza si è più volte espressa nel senso della non decisiva rilevanza del requisito della convivenza “- non espressamente menzionato dall'art. 139 c.p.c. -, risultando sufficiente l'esistenza di un vincolo (di parentela o affinità) tale da giustificare la presunzione che la «persona di famiglia» consegnerà l'atto al destinatario” (Cass. Civ. sent. 23368/2006; nello stesso senso, ad esempio, Cass. Civ. ord. 21362/2010 e Cass. Civ. sent. 9590/2010).