Che cosa cambierà sostanzialmente con la legge di stabilità 2016?

Attenzione » il contenuto dell'articolo è stato oggetto di revisioni normative e/o aggiornamenti giurisprudenziali successivi alla pubblicazione e le informazioni in esso contenute potrebbero risultare non corrette o non attuali. Potrai trovare i post aggiornati sull'argomento nella sezione di approfondimento in fondo alla pagina.

Legge di stabilità 2016 » La guida pratica per familiarizzare con tutte le novità introdotte

Recentemente è stata resa definitiva, con l'approvazione da parte del Senato, la legge di stabilità per l’anno 2016: vediamo, dunque, quali sono le novità più importanti, che interessano debitori e contribuenti, introdotte dalla nuova normativa.

Dopo mesi di discussioni e polemiche la legge di stabilità 2016 ha ottenuto il via libera del Senato. La votazione si è conclusa con 162 i voti favorevoli, 125 contrari e nessun astenuto.

La manovra finanziaria del governo Renzi entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2016.

Tra le numerose novità introdotte, nell'articolo che segue parleremo, nel dettaglio di:

Questi gli aggiornamenti principali. Inoltre, cureremo anche altri aspetti, sicuramente più in secondo piano.

Buona lettura.

La sintesi sulla legge di stabilità 2016

Come accennato nell'incipit, il governo ha posto il voto di fiducia al Senato sulla legge di stabilità 2016: il voto favorevole è arrivato con 162 sì e 125 no.

Il precedente passaggio alla Camera ha fatto lievitare il valore della manovra a più di 30 miliardi di euro, merito anche dell’eliminazione delle clausole di salvaguardia da 16,8 miliardi di euro per il 2016.

Il valore complessivo della manovra è di 35 miliardi di euro. La differenza di tre dipende dalla possibilità che Bruxelles accetti un margine di flessibilità pari allo 0,2%. Da quel che si capisce, Renzi ci proverà, ma la battaglia non sarà facile da portare a termine.

Vediamo, in sintesi, le novità più importanti

Imu e Tasi

È uno dei capitoli di maggior rilevanza della Legge di Stabilità 2016 (vale 3,7 miliardi) e riguarda sia le abitazioni sia gli immobili d’impresa:

30 dicembre 2015 · Andrea Ricciardi

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