Cosa è il social lending

Il termine “social lending”, o in italiano prestito sociale è un ottimo prodotto di marketing: ammanta di un alone “equo e solidale” un modello di business ed una finalità che è quanto di più capitalista si possa concepire: un mercato finanziario dove ognuno possa diventare qualcosa di simile ad un banchiere, ma dove ne deve sopportare integralmente il rischio. Pedaggio necessario, temiamo, in un continente reso prospero e libero dal capitalismo, ma che non lo ha mai amato o rispettato. La funzione delle società di social lending è infatti quella di promuovere un mercato finanziario, di cui esse forniscono le infrastrutture per un efficace funzionamento.

In questo, sono simili alle Borse e alle società di custodia, più che alle banche: sono aziende che hanno costruito e gestiscono sistemi di regolamento di transazioni concordate da altri. Le società che gestiscono il social lending nel nostro Paese sono anch’esse delle società finanziarie, debitamente regolate dalla Banca d'Italia.

Il problema è che la vigilanza della banca d'Italia appare stavolta maldiretta: crea problemi allo sviluppo del settore, senza mitigarne i rischi più evidenti.

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.