Fallimento del debitore - Insinuazione al passivo

Oggigiorno capita sempre con maggior frequenza che il proprio debitore venga dichiarato fallito o assoggettato ad una procedura concorsuale. In tal caso pochi sono i rimedi concessi al creditore.

Questi si insinuerà nel passivo del fallimento ed attenderà dal curatore fallimentare il riparto dell'attivo. Spesso, tuttavia, viene corrisposta una percentuale del credito al limite del ridicolo o, in alcuni casi, nulla viene addirittura ripartito.

Deducibilità fiscale delle perdite su crediti inesigibili

Nel caso in cui siano falliti tutti i tentativi per recuperare il credito (esecuzioni forzate con esito negativo, difficoltà nel rintracciare lo stesso debitore ecc.) o addirittura nell'evenienza in cui il proprio debitore venga dichiarato fallito o assoggettato ad una procedura concorsuale, è possibile "limitare i danni" deducendo fiscalmente le cosiddette "perdite su crediti".

Il DPR n° 917 del 22/12/1986 (TUIR) all'articolo 66 comma 3° stabilisce che "… le perdite su crediti sono deducibili se risultano da elementi certi e precisi e, in ogni caso, se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali".

La norma è chiara. Permette all'imprenditore di dedurre alla voce "perdite su crediti" solo quando sia diseconomico proseguire le azioni legali precedentemente avviate o quando le medesime avranno certamente esiti negativi o, ancora, quando sia stato dichiarato il fallimento del debitore.

Non è quindi sufficiente il semplice esito negativo di una raccomandata di sollecito per avvalersi del "rimedio fiscale". E' necessario, in ogni caso, dimostrare di aver esperito tutte le strade possibili per il recupero del credito o perlomeno essere giunti alla conclusione che il credito sia "oggettivamente" irrecuperabile.

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22 agosto 2013 · Paolo Rastelli

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Commenti e domande dei lettori

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  • Cristiano 23 febbraio 2010 at 19:26

    Buon Giorno, vorrei porre un quesito sul precetto e sul pignoramento:
    Io ero liquidatore di una ditta(s.a.s.), dovevo avere dei soldi da un'altra ditta, quindi le ho fatto causa mentre la mia dita era già in liquidazione, il giudice ha dato la provvisoria esecuzione e quindi il mio credito è stato saldato ma la controparte fece ricorso (non so se è il termine giusto)e quindi il procedimento continuò nonostante io abbia incassato quanto dovutomi. Durante quest’ultimo procedimento il commercialista mi suggeri di chiudere definitivamente la società e cosi facemmo. Adesso ha vinto la causa definitivamente e con condanna x la controparte al risarcimento delle spese sia legali che processuali. Ma la sentenza è a nome della società e la controparte scoprendo che èè stata chiusa non vuole pagare.
    La domanda è io in qualità di liquidatore ho diritto di fare il precetto x avere quanto mi spetta facendo riferimento alla sentenza del giudice??? Ho qualche possibilità ottenere il pignoramento?? Ci sono sentenze analoghe alla mia in cassazione o in altri testi????
    Grazie

    • cocco bill 23 febbraio 2010 at 19:54

      Il suo avvocato, il suo commercialista cosa le dicono?

      Io la ringrazio di tanta fiducia, ma le pare che si possa esprimere un parere qualsiasi dopo 10 righe di descrizione del fatto e tre di domande?

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