Cambiali e assegni - I titoli di credito più utilizzati in abito commerciale

I titoli di credito più utilizzati in ambito commerciale sono certamente la "cambiale" e "l'assegno". Molto diversa è la funzione dell'una e dell'altro.

La cambiale può essere emessa come pagabile, oltre che a vista, ad una prestabilita scadenza e vale, essenzialmente, come strumento di credito.

L'assegno è, invece, sempre pagabile a vista e, perciò, vale come semplice mezzo di pagamento (Galgano 176.1 i Titoli Cambiari).

L'importanza di avere degli assegni o delle cambiali a garanzia di un proprio credito si ritrova nella lettura dell'articolo 474 codice di procedura civile il quale statuisce che "l'esecuzione forzata non può avere luogo che in virtù di un titolo esecutivo per un diritto certo, liquido ed esigibile.
Sono titoli esecutivi:

  1. le sentenze;
  2. le cambiali nonché gli altri titoli di credito".

Il creditore può quindi, una volta elevato il protesto, redigere immediatamente l'atto di precetto ed intimare il pagamento "entro" dieci giorni dalla notifica dell'atto.

Trascorsi tale termine potrà iniziarsi, senz'altro avviso, l'esecuzione forzata. Per comprendersi al meglio i termini e le modalità "dell'esecuzione forzata"  - o meglio espropriazione forzata - deve richiamarsi integralmente il Tito lo II° del Libro III° del codice di procedura civile.

Dalla lettura di questo, ed omettendo l'analisi dei complessi tecnicismi procedurali ivi previsti, le forme di espropriazioni previste nel nostro ordinamento sono sostanzialmente di tre tipi:

Tra questi il mezzo di esproprio meno conosciuto è sicuramente il terzo.

Per espropriazione "presso terzi" deve intendersi il pignoramento "di crediti del debitore verso terzi o di cose del debitore che sono in possesso di terzi". Tra queste basti ricordare il pignoramento di somme depositate presso istituti bancari ed il pignoramento del quinto dello stipendio o salario.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Cristiano 23 febbraio 2010 at 19:26

    Buon Giorno, vorrei porre un quesito sul precetto e sul pignoramento:
    Io ero liquidatore di una ditta(s.a.s.), dovevo avere dei soldi da un'altra ditta, quindi le ho fatto causa mentre la mia dita era già in liquidazione, il giudice ha dato la provvisoria esecuzione e quindi il mio credito è stato saldato ma la controparte fece ricorso (non so se è il termine giusto)e quindi il procedimento continuò nonostante io abbia incassato quanto dovutomi. Durante quest’ultimo procedimento il commercialista mi suggeri di chiudere definitivamente la società e cosi facemmo. Adesso ha vinto la causa definitivamente e con condanna x la controparte al risarcimento delle spese sia legali che processuali. Ma la sentenza è a nome della società e la controparte scoprendo che èè stata chiusa non vuole pagare.
    La domanda è io in qualità di liquidatore ho diritto di fare il precetto x avere quanto mi spetta facendo riferimento alla sentenza del giudice??? Ho qualche possibilità ottenere il pignoramento?? Ci sono sentenze analoghe alla mia in cassazione o in altri testi????
    Grazie

    • cocco bill 23 febbraio 2010 at 19:54

      Il suo avvocato, il suo commercialista cosa le dicono?

      Io la ringrazio di tanta fiducia, ma le pare che si possa esprimere un parere qualsiasi dopo 10 righe di descrizione del fatto e tre di domande?

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