Le norme su successioni ed eredità

Quando lo zio d'America passa a miglior vita, oltre a qualche lacrima si iniziano a fare i conti sull'ipotetica eredità che ci ha lasciato. Ma in Italia il tema delle successioni è molto complesso e legato a criteri antichi, adatti per regolare le società di un tempo. La normativa ruota intorno ad un punto imprescindibile: la tutela degli eredi necessari. Un fattore questo che pone un limite alla stessa volontà del "de cuius". E' quasi impossibile infatti cancellare i diritti di moglie e figli mentre la legge nulla dice sui diritti delle persone conviventi e delle famiglie di fatto.

Ma quali sono i beni soggetti a tassazione in caso di successione? Immobili, obbligazioni -con esclusione dei titoli di stato- azioni, partecipazioni in società, quote di fondi comuni, crediti, beni mobili e denaro contante.

L'imposta di successione, abolita nel 2001, è stata reintrodotta nel 2006 e in seguito modificata con le finanziarie degli ultimi 2 anni. In particolare, una delle novità inserite nell'ultima manovra riguarda l'esenzione anche per i coniugi, oltre che per i figli, dall'imposta di successione per il passaggio di imprese.

Ma veniamo ai costi. Nella prassi, la gran parte delle famiglie italiane non si troverà a pagare molto. Infatti, nelle successioni tra coniugi, oppure tra padre e figlio o nonno e nipote, vengono colpiti solo i patrimoni di una certa rilevanza, grazie alla maxi-franchigia di un milione di euro per erede. In sostanza per eredità inferiori al milione non è dovuto nessun importo.

Se ad ereditare il bene sono invece fratelli o sorelle, l'imposta sarà più gravosa poiché la franchigia è di soli 100 mila euro per erede. In altri casi, come nelle successioni tra zio e nipote o tra conviventi, il conto si fa ancora più salato.

Anche le aliquote variano in base al grado di parentela: si va dal 4% per coniuge e parenti in linea retta, al 6% per i fratelli e parenti fino al 4° grado come cugini, zii o nipoti, fino all'8% per gli altri soggetti, ad esempio il convivente. Discorso a parte per quanto riguarda gli immobili: l'aliquota totale è del 3% oppure si paga un forfait di 336 euro se la casa ereditata diventa la prima casa.

Per fare una domanda su beni e debiti nelle eredità, sulle procedure giudiziali ed extragiudiziali di recupero crediti, sul recupero crediti in generale e su tutti gli argomenti correlati clicca qui.

6 luglio 2008 · Paolo Rastelli

Offri il tuo contributo alla visibilità di indebitati.it

Ti chiediamo di contribuire ad accrescere la visibilità di indebitati.it cliccando su una delle icone posizionate qui sotto: per condividere, con un account Facebook, Google+ o Twitter, il contenuto di questa pagina oppure per iscriverti alla newsletter o al feed della comunità. Qualora lo preferissi, puoi seguirci sui social cliccando qui. Un grazie, per la tua attenzione, dallo staff.

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Raccolte di altri articoli simili - clicca sul link dell'argomento di interesse

,

Approfondimenti e integrazioni

Assistenza gratuita, briciole di pane e commenti

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su le norme su successioni ed eredità. Clicca qui.

Stai leggendo Le norme su successioni ed eredità Autore Paolo Rastelli Articolo pubblicato il giorno 6 luglio 2008 Ultima modifica effettuata il giorno 30 novembre 2016 Classificato nella categoria successione eredità e donazioni - nozioni generali Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali
contatti


Cerca