Le clausole di speciale favor probatorio a beneficio dei consumatori

L'obiettivo è stato conseguito, da un lato, imponendo agli intermediari, nella loro qualità di prestatori di servizi di pagamento, specifici obblighi di precauzione, primo fra tutti l'obbligo di garantire l'inaccessibilità dei dispositivi di pagamento a soggetti non autorizzati e, dall'altro lato, istituendo un regime di speciale protezione e di altrettanto speciale favor probatorio a beneficio degli utilizzatori che si sostanziano come segue:

  1. in caso di disconoscimento di un'operazione di pagamento, è onere dell'intermediario dimostrare che l'operazione sia stata correttamente autenticata, registrata e contabilizzata e che la sua patologia non si debba a malfunzionamenti delle procedure esecutive o ad altri inconvenienti del sistema;
  2. l'apparentemente corretta autenticazione non è necessariamente sufficiente a dimostrarne la riconducibilità all'utilizzatore che la disconosca;
  3. la responsabilità dell'utilizzatore resta dunque circoscritta ai casi di comportamento fraudolento del medesimo ovvero al suo doloso o gravemente colposo inadempimento agli obblighi di utilizzare lo strumento di pagamento in conformità ai patti contenuti nell'accordo quadro che regola il servizio e alla tempestiva denuncia di furto, smarrimento, distruzione o altro uso non autorizzato dello stesso. Ove una simile responsabilità non possa affermarsi l'utilizzatore non sopporterà le conseguenze dell'uso fraudolento, o comunque non autorizzato, del mezzo di pagamento se non nei limiti, eventualmente stabiliti dall'intermediario, di una franchigia non superiore a 150 euro.

L'evidente squilibrio che le predette disposizioni determinano nel rapporto fra prestatore e utilizzatore di un servizio di pagamento trovano una loro giustificazione, per così dire, "social-commerciale": la disciplina è evidentemente ispirata al principio del "rischio d'impresa", e cioè all'idea secondo la quale è razionale far gravare i rischi statisticamente prevedibili legati ad attività oggettivamente pericolose, che interessano un'ampia moltitudine di consumatori o utenti, sull'impresa, in quanto quest'ultima è in grado, attraverso la determinazione dei prezzi di vendita dei beni o di fornitura del servizio, di ribaltare sulla massa dei consumatori e degli utenti il costo dell'assicurazione di detti rischi.

Si tende, in altri termini, a spalmare sulla moltitudine degli utilizzatori il rischio dell'impiego fraudolento di carte di credito e strumenti di pagamento, sì da evitare che esso gravi esclusivamente e direttamente sul singolo pagatore.

Naturalmente, la concreta traduzione del principio non può prescindere da una corretta applicazione del limite che le norme regolatrici vi appongono e che, al netto di ogni ulteriore considerazione, si riduce allo stabilire se l'intermediario abbia adottato tutti i migliori accorgimenti della tecnica nota per scongiurare questo genere di rischi e quando (esclusa ovviamente la condotta fraudolenta del cliente di per sé tale da precludere l'operatività di qualsivoglia presidio) l'eventuale negligenza del cliente possa ricadere o meno nella nozione di colpa grave al cui ricorrere viene esclusa ogni responsabilità dell'intermediario.

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