La frode creditizia

Un fenomeno che si sviluppa di pari passo con la crescita del credito al consumo e che è in costante aumento anche nel nostro Paese. Campania, Sicilia e Lazio le regioni più a rischio

Il fenomeno delle frodi creditizie è in preoccupante aumento anche in Italia. Secondo l'Osservatorio sulle frodi creditizie curato da CRIF - società che gestisce il principale sistema di informazioni creditizie operante in Italia - nel 2005 nel nostro Paese erano stati oltre 11.000 i tentativi di frode creditizia, per un ammontare complessivo di 46,5 milioni di euro. Solo nel primo quadrimestre del 2006 si stima se ne siano registrati più di 8.000, per un importo di 36,4 milioni di euro.

Le frodi creditizie costituiscono un fenomeno allarmante, che si sta sviluppando di pari passo con la crescita del credito al consumo e che solo di recente è stato analizzato in modo sistematico. Nella sostanza, la frode creditizia è un'attività criminale finalizzata ad ottenere credito o acquisire beni con l'intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene. Per porre in essere tale attività i frodatori richiedono credito utilizzando illecitamente dati identificativi altrui e, talvolta, anche documenti rubati (in questo caso si parla di furto di identità) o creando delle false identità.

Nel caso del furto di identità la vittima scopre solo dopo qualche tempo di aver contratto un debito per un finanziamento che non ha mai richiesto o per un bene che non ha mai acquistato. Per questo motivo la frode creditizia attraverso il furto di identità, oltre che arrecare un danno economico immediato a chi ha erogato il finanziamento, pregiudica la storia creditizia della vittima, ossia la sua reputazione di buon pagatore creandogli non poche difficoltà nel momento in cui decidesse di richiedere un nuovo credito.

Il furto di identità è una tipologia di frode che può colpire chiunque ma, non a caso, lo studio di CRIF rivela che le vittime più frequenti sono state persone con una buona storia creditizia, ovvero soggetti considerati affidabili ai quali banche e società finanziare erogano tranquillamente credito. Dai dati di CRIF è possibile dedurre, inoltre, che i truffatori avessero una buona conoscenza della situazione finanziaria e creditizia della vittima cui hanno sottratto dati personali o documenti di identità. Scenario, questo, confermato anche da uno studio realizzato negli Stati Uniti da Javelin Strategy & Research, dal quale emerge che nella metà dei casi in cui era stato possibile identificare il truffatore, questi era una persona conosciuta e vicina alla vittima: un amico, un collega, un collaboratore domestico, un vicino di casa o persino un parente.

La ricerca di CRIF evidenzia anche che nel 10% dei casi a un consumatore occorrono tre mesi per scoprire di essere stato vittima di un furto di identità mentre nel 72,3% dei casi servono almeno sei mesi. A livello geografico, nel 2005 le regioni in cui si era registrata la maggiore concentrazione di tentativi di frode erano state la Campania (17,2% del totale), la Sicilia (12,4%), la Lombardia (11,9%) e il Lazio (8,6%).

Nella prima parte del 2006 il fenomeno ha invece registrato una accentuazione soprattutto in Campania (18% del totale), in Sicilia (14,9%) e nel Lazio (9,71%) mentre è risultato in lieve decremento in Lombardia (10% del totale).L'Osservatorio mette in rilievo anche le regioni in cui è stata registrata una maggior incidenza del fenomeno delle frodi creditizie rispetto all'attività di erogazione del credito. Nello specifico, la maggior concentrazione del numero di frodi creditizie rispetto al numero di finanziamenti erogati si registra rispettivamente in Calabria, Campania e Sicilia. Le regioni in cui si registra invece la minor concentrazione di frodi creditizie rispetto al numero di finanziamenti erogati sono la Valle d'Aosta, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia.

24 giugno 2013 · Giovanni Napoletano

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  • tonio 31 maggio 2008 at 19:13

    sono una delle tante vitteme ho denunciato il tutto nel giugno 2007 il 14 luglio 2008 si aprirà il processo ho chiuso la mia azienda per ben 2 volte adesso mi ritrovo disoccupato con gravi problemi economici mi sono rivolto elle associazioni anti raket mi anno detto che devo aspettare i soldi del fondo di solidarietà ma io sicuramente non lo vedro se potete aiutatemi ho tentato la 1 volta il suicidio non ce la faccio piu pensavo di stare meglio ma mi sbagliavo grazie.

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