Le garanzie bancarie del credito

Come abbiamo gi à detto, abbiamo qualificato “bancarie” (passive) quelle garanzie che sono prestate da un soggetto affidabile e finanziariamente solido qual è una banca (o una compagnia d'assicurazioni). A volte con questo termine vengono indicate anche quelle garanzie (attive) che le banche pretendono (e normalmente predispongono) per aprire una linea di credito, nelle quali cioè la banca è beneficiaria della garanzia. Di queste garanzie attive non ci occuperemo nello specifico: basti sapere che ad esse è applicabile la disciplina delle garanzie “semplici”, che - chiaramente - sarà aggravata da tutta una disciplina contrattuale di favore per la banca, disciplina che viene di solito proposta “as it is” (così com’è - ndr) e non lascia nessuno spazio alla contrattazione.

La banca fornisce servizi finanziari e non è un assicuratore: quando presta una garanzia, infatti, non lo fa per tenere indenne il creditore beneficiario da un certo evento (l'inadempimento del debitore ordinante) né si assume il rischio (economico) del pagamento. La banca accetta un rischio di credito, vale a dire il rischio di non essere rimborsata dal proprio cliente. Tale rischio, però, è “controllato” dalla banca, la quale può contare sul patrimonio del debitore o su garanzie collaterali: dal punto di vista della banca, la garanzia è solo un pagamento da effettuare ricorrendo determinate condizioni, pagamento che verrà immediatamente addebitato in conto al cliente.

La banca, dicevamo, fornisce servizi finanziari e non legali: non è, cioè, un giudice delle controversie tra creditore e debitore. Se lo fosse, si troverebbe inevitabilmente in una situazione di conflitto di interessi, dato che è contrattualmente legata sia al debitore ordinante (nel rapporto di mandato) che al creditore beneficiario (nel rapporto di garanzia). Per rimanere quanto più estranee alle controversia, le banche tendenzialmente rilasciano garanzie autonome, nelle quali devono decidere solo della conformità di documenti predeterminati.

La banca, in definitiva, è un soggetto neutro, la cui presenza non muta l'assetto dei rischi/benefici che le parti hanno concordato: la scelta delle condizioni e del tipo di garanzia spetta solo alle parti. La banca, per tanto, non si intromette mai nelle pattuizioni delle parti, purché sia chiaramente e univocamente determinato a quali condizioni deve pagare (quali documenti devono essere presentati, da chi devono essere firmati/consegnati, ecc.). Di ciò deve tener conto la parte che si impegna a fornire una garanzia: se il testo concordato con la controparte è inaccettabile per le banche, potrebbe trovarsi nell'impossibilità di adempiere al suo impegno. Perciò, è bene evitare testi eccessivamente “personalizzati” a favore di formule brevi e il più possibile standardizzate.

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