Le garanzie del credito prestate da società - le garanzie "semplici"

Come abbiamo visto, non sempre il garante è un “professionista”: la garanzia, infatti, pu ò essere prestata da persone (fisiche e giuridiche) qualsiasi a favore di altre persone (fisiche e giuridiche: incluse le banche). Le abbiamo chiamate garanzie “semplici”, ma solo per distinguerle da quelle bancarie. Tralasciando i rapporti di famiglia e di amicizia, negli scambi commerciali anche il garante “semplice”, al pari della banca, normalmente trae vantaggio dalla prestazione di garanzia, anche se - il più delle volte - non richiede una vera e propria controprestazione. Le ipotesi pi ù ricorrenti di garanzie (commerciali) semplici sono, infatti, la parent company guarantee e la garanzia del socio (totalitario o dimaggioranza) per la società.

In entrambi i casi il garante (socio oppure la società controllante) si determina a concedere la garanzia a fronte di un vantaggio (chiaramente economico) proprio o comune con la società garantita. La comunanza di interessi tra garante e garantito è il tratto saliente di questo tipo di garanzie e se ne dovrà tener conto sotto molteplici aspetti (in primis, nel valutare la gratuità/onerosità della garanzia).

Dal punto di vista della struttura, le garanzie semplici sono diverse da quelle bancarie: il garante, infatti, non è un operatore neutrale, ma cointeressato alle sorti dell'operazione economica sottostante, per cui difficilmente pagherà “a prima richiesta” - anche se così prevede la garanzia - a fronte di obbiezioni “forti” nascenti dal contratto di base. Dal canto suo, il creditore beneficiario non tenterà escussioni pretestuose o fraudolente della garanzia. Per tanto, la garanzia di norma è di tipo fideiussorio, anche se la disciplina legale della fideiussione pu ò essere rimodellata a seconda che si voglia rafforzare la posizione del garante o quella del beneficiario, fino a confonderla con il contratto autonomo di garanzia.

Per completezza, vi è da dire che la garanzia autonoma puramente domestica si scontra spesso con un atteggiamento restio della giurisprudenza (ed apertamente ostile di certa dottrina), secondo la quale è dubbio se con tale strumento si persegua un fine meritevole di tutela.

In definitiva, la scelta tra garanzia bancaria o semplice non è una questione di “gusti”, ma è imposta dai rapporti di forza (economica) che intercorrono tra le parti, per cui normalmente una società ben capitalizzata non ha in genere bisogno di garanti; una società che ha un socio/fa parte di un gruppo “forte” ricorre ad una garanzia (o ad un patronage) del socio/della parent company; una società debole (nuova o poco capitalizzata) dovrà necessariamente ricorrere ad una garanzia bancaria.

Reciprocamente, il creditore particolarmente forte (ad esempio, istituzionale) potrà pretendere anche garanzie maggiori, per esempio richiedendo una garanzia bancaria all'affiliate di un gruppo molto solido.

di  Ruben Pescara

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1 luglio 2013 · Paolo Rastelli

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