Clausola "senza eccezioni" nel contratto di garanzia del credito

Il garante non può opporre eccezioni al creditore che “chiami” la garanzia. Tale clausola esclude la proponibilità di tutte le eccezioni nascenti dal rapporto base, cioè rende il contratto di garanzia autonomo dal rapporto base. Inoltre, essa pone anche una limitazione alla proponibilità di eccezioni nascenti dal contratto di garanzia: opera cioè come una clausola solve et repete, con il limite delle eccezioni di nullità, annullabilità e rescissione (articolo 1462 del codice civile). Anche questa clausola, singolarmente considerata, non vale a rendere una fideiussione un contratto autonomo di garanzia. Anzi, se apposta ad una fideiussione, vale - al massimo - come una solve et repete, cioè porta solo ad un differimento delle eccezioni nascenti dal rapporto base, non alla loro esclusione.

Ripetiamo che l'autonomia del contratto di garanzia dipende dalla volontà delle parti che lo hanno concluso, ed è desumibile solo dal regolamento contrattuale preso nel suo insieme.

In ogni caso, nella fase dell'escussione della garanzia non ha importanza se la garanzia con clausola “a prima richiesta senza eccezioni” sia accessoria od autonoma: il garante deve pagare senza opporre eccezioni. Le differenze sorgono solo al momento del regresso del garante.

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