Accordi stragiudiziali a saldo e stralcio con il creditore

La domanda da porsi, a questo punto, è se abbia  senso pagare qualcuno per concordare la chiusura del debito con il proprio creditore. Infatti, di fronte a crediti potenzialmente inesigibili, è nell'interesse anche del creditore ridiscutere le condizioni o, in casi estremi in cui non c'è nulla da aggredire, chiudere tutto accontentandosi di una piccola parte.

Dal punto di vista di chi nelle debt agency ci lavora, le cose stanno diversamente.  Secondo gli addetti  c'è chi potrebbe agire anche da solo, se avesse tempo, competenza e voglia. Ma non con gli stessi risultati che otterrebbe una debt agency, perchè -  questa la spiegazione - la debt agency ha sicuramente un potere di trattativa e di gestione diverso da quelli del singolo debitore. E poi, aggiungono gli interessati, non bisogna trascurare l'aspetto emotivo e quello psicologico che non vanno sottovalutati. Il debitore rischia di operare delle scelte sbagliate o di rimandare all'infinito il problema. Senza contare che le società di recupero crediti il più delle volte esercitano pressioni indebite con reiterate violazioni della privacy, abusi e spesso commettono dei veri e propri reati penali (per esempio la minaccia di informare della situazione i servizi sociali, con la conseguenza temuta dall'indebitato di vedersi portar via i figli).

La nostra opinione, invece, è che per il debitore con un minimo di intraprendenza - che voglia fare da sé, senza pagare un intermediario - le alternative alle debt agency non manchino. Il debitore può tranquillamente rivolgersi alle tante associazioni di consumatori che sono in grado di fornire assistenza e consulenza qualificata. Anche in rete esistono realtà in grado di consigliare e spiegare come comportarsi nel corso di una trattativa finalizzata a cercare un accordo con il proprio creditore.

Per sgombrare poi il campo da possibili equivoci bisogna anche aggiungere che i campi di intervento di una debt agencynon possono sicuramente estendersi ai debiti derivanti dagli importi iscritti a ruolo e notificati tramite cartelle esattoriali.

La cartella esattoriale come è noto, trae origine da crediti erariali o previdenziali (quelli contratti per mancato pagamento di imposte, imposte evase o maggiori imposte calcolate in seguito ad accertamenti, evasione di contributi previdenziali) o da infrazioni amministrative (multe). In questi casi consigliamo di valutare, con la dovuta attenzione, l'eventuale decisione di rivolgersi ad una debt agency.

La gestione del recupero degli importi iscritti a ruolo e notificati al debitore tramite cartella esattoriale è affidata a Equitalia. Equitalia è una società di proprietà dell'INPS per ill 49% e dell'Agenzia delle ENTRATE per il 51%. Non si tratta dunque di una società privata. Certo agisce come società privata per la riscossione degli importi iscritti a ruolo, ma è in realtà controllata dallo Stato. E come sappiamo, allo Stato poco importa raggiungere un accordo vantaggioso con il proprio debitore, anche sapendo che egli versa in uno stato conclamato di insolvenza. Qui non vale la regola "pochi, maledetti e subito!".

In caso di mancato pagamento della cartella esattoriale nel termine di 60 giorni, sulle somme iscritte a ruolo sono dovuti gli interessi di mora a decorrere dalla data di notifica della cartella, nonché il compenso a favore del concessionario (Equitalia o società partecipate). Seguono poi le azioni e le procedure per la riscossione coattiva, dell'importo indicato nella cartella esattoriale, su tutti i beni del debitore e dei suoi coobbligati.

È bene evidenziare che il procedimento di riscossione coattiva è caratterizzato da presunzioni, restrizioni e preclusioni a carico del debitore e dei terzi che sono giustificate dal fondamentale interesse pubblico alla tempestiva riscossione dei crediti tributari iscritti a ruolo con cartella esattoriale.

In altre parole, il supremo interesse dello Stato nel recupero dei crediti vantati, ha portato alla definizione di procedure per la riscossione degli importi iscritti a ruolo con regole che sono tutte a favore di una sola delle due parti: l'erario. Poche, o nulle, le possibilità di spuntarla per il povero contribuente e/o per la debt agency, a meno che questa non annoveri, fra il proprio personale, tributaristi di fama del calibro di Vincenzo Visco o Victor Uckmar. E sempre ammesso che il debitore sia disposto ad indebitarsi ulteriormente per pagare le "salatissime" parcelle che inevitabilmente gli sarebbero presentate in conto.

Dunque, come abbiamo visto, attraverso transazioni con il creditore le debt agency promettono di chiudere il debito, riducendolo anche del 70-80% e dilazionandolo nel tempo (piano di rientro).

Sembrano percentuali di sconto esagerate. Non è così, a sentire gli  addetti ai lavori. Secondo costoro i clienti delle debt agency sono soggetti che versano in gravi situazioni di difficoltà,  famiglie indebitate per oltre 30 mila euro con un reddito di 15 mila euro annui.  Con queste situazioni debitorie, riferiscono gli operatori delle debt agency, anche i creditori hanno poca scelta. Anche considerando, aggiungono, che in passato i crediti sono stati concessi con troppa leggerezza. E, per confermare la tesi, i consulenti delle debt agency segnalano i casi, non infrequenti,  di debitori con stipendio di 2 mila euro a cui sono stati concessi crediti  con rate mensili di 2 mila e cinquecento euro. La conclusione, cui giungono i paladini delle debt agency, è che  i creditori  hanno commesso gravi ed evidenti errori nel concedere prestiti  ed ora, tempi e costi della giustizia, li scoraggiano dall'imbarcarsi  in una causa civile.

Sembrerebbe dunque che le debt agency possano apportare un evidente valore aggiunto soprattutto nei casi disperati, quelli da cui i creditori sono ormai rassegnati ad ottenere poco o nulla.

Per finire una sbirciatina ai costi: fino a 500 euro (dipende dall'ammontare dell'importo a debito) per l'apertura della pratica. Il saldo dipende dallo sconto ottenuto con l'accordo e viene valutato in percentuale al risparmio conseguito dal debitore.

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