Le differenze tra lavoro in nero irregolare e in elusione

Cerchiamo di chiarire il primo aspetto fondamentale della questione: ecco quando un lavoratore è in nero, è irregolare o parzialmente irregolare.

La prima domanda sorge spontanea: quando un lavoratore è in nero?

Sei un lavoratore in nero quando svolgi una qualsiasi prestazione lavorativa, in qualunque ambito (a meno che non sia un'azienda familiare, di volontariato o in stage) e sei privo di un contratto di lavoro (o di un contratto per fornire un servizio, per esempio se hai una "partita IVA").

Non hai quindi una busta paga (o non fornisci fattura), vieni pagato in contanti e per le autorità risulti disoccupato.

Il lavoratore extra comunitario senza permesso di soggiorno è un caso tipico di lavoro a nero, proprio perché, fino a che la legge rimane quella attuale, non è possibile - anche volendo - assumerlo.

Quando, invece, un lavoro è irregolare?

Vi possono essere varie forme di lavoro irregolare. Escludendo le attività illegali (perché criminali o perché, per essere esercitate, hanno bisogno di particolari autorizzazioni, come la professione medica per esempio) vi sono varie forme di lavoro irregolare, in cui puoi ritrovarti coinvolto.

Vi è il cosiddetto "lavoro grigio", cioè un lavoro che formalmente è regolare, ma che contiene in sé elementi di irregolarità: un orario di lavoro diverso (spesso ti fanno lavorare più ore di quanto consentito per legge); una parte del pagamento avviene "fuori busta" (cioè percepisci un salario diverso da quello contrattuale, in più o, spesso, anche in meno); si è inquadrati in un modo (per esempio operaio generico o facchino) diverso dalle mansioni che effettivamente svolgi (sei in realtà un operaio specializzato o lavori alla reception di un albergo).

Inoltre, quando un lavoro è parzialmente irregolare?

Un lavoro può dirsi parzialmente irregolare se , per esempio, durante la prestazione non si rispettano alcune norme relative ai versamenti previdenziali o assicurativi, o ancora non si rispettano i diritti sindacali, in particolare quanto prevede il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl), in materia di quantità massima di lavoro straordinario, ferie, riposi e malattie. O ancora in relazione a trattamenti particolari relativi ai rimborsi spese, alle indennità, ai tempi di spostamento (se è un lavoro che svolgi in giro per la città, per esempio).

Infine, che cosa è un lavoro in "elusione"?

Il lavoro in elusione è un "nuovo tipo" di lavoro irregolare, legato alla nascita dei contratti c.d. atipici. Gli imprenditori fanno uso spesso di contratti non conformi al lavoro subordinato che consentono di evitare obblighi e spese (ferie, contributi, tredicesima, ecc.).

La più comune di queste è l'assunzione come lavoratore autonomo, anche se hai orari ed incarichi ben definiti dal datore di lavoro.

Cioè sei un lavoratore subordinato - ma non lo sai - perché, per definizione, il lavoratore autonomo non ha vincoli al di là della scadenza entro la quale deve terminare la sua prestazione.

Al lavoratore autonomo viene detratta dallo stipendio la ritenuta d'acconto, oppure è costretto ad aprire la partita IVA ed a pagarla di tasca sua come un libero professionista.

Questo espediente è utilizzato soprattutto nelle "nuove professioni", quelle meno regolamentate, particolarmente nei servizi, per lo più da piccole aziende. Altre forme comuni di lavoro mascherato si hanno nelle cooperative che, oltre ad un numero fisso di soci, usano come "tappa buchi" un numero variabile di persone.

Verificare se lavori in nero oppure no, è facilissimo, visto che anche nelle cooperative è previsto un prospetto paga oltre ai soldi dello stipendio. Un altro esempio classico di contratto in "elusione" è quando si è assunti in co.co.pro (contratto di collaborazione a progetto) per svolgere un lavoro tipicamente inserito nel ciclo produttivo, con orari fissati, senza alcuna autonomia e sottoposti agli ordini dal superiore. Si tratta infatti di un lavoro subordinato maschera- to, che permette al datore di "fissare il compenso" e soprattutto di versare meno contributi previdenziali. Il lavoratore atipico ha inoltre minori diritti e non è coperto dal Contratto Collettivo Nazionale di lavoro.

Altro esempio tipico di lavoro in elusione è il falso associato in partecipazione o il falso part-time.

Infine ci sono gli "extra" del turismo, che in teoria sono chiamati giornalmente per esigenze straordinarie. Mentre sono moltissimi gli "extra" che lavorano ogni giorno per 365 giorni l'anno.

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