La trappola dei debiti

Poco informati, spesso fregati: l'allarme di Federconsumatori sulle offerte che fanno cadere tanti nella trappola dei debiti

di Elvira Corona

Tasso zero, prestito immediato, prima rata nel 2008, carta di credito gratuita: che cosa non si inventa per acchiappare un cliente e convincerlo a comprare, non importa cosa e come, l'importante è dare l'impressione di poter avere tutto e subito. I tentatori sono i centri commerciali, i negozi, e soprattutto le società finanziarie che nascono e si moltiplicano tutti i giorni sul mercato del credito al consumo. E se non si sta veramente attenti, si rischia di ritrovarsi a fine mese con lo stipendio che neppure si riesce a contare, perché è già spartito tra le varie rate da pagare, e per periodi di tempo lunghissimi.

Per aiutare i cittadini a districarsi in questo mondo non sempre trasparente, la Federconsumatori ha attivato un servizio di sportello in tutta la Sardegna: lo scopo principale è proprio tutelare i consumatori anche dalle insidie che si nascondono dietro certe proposte troppo generose per esserlo davvero. Sportelli che danno consulenza gratuita - circa 700 richieste, quest'anno - attivi a Cagliari, Quartu, Sinnai, ma anche Sassari, Nuoro, Oristano e Olbia, ospitati nelle sedi della CGIL «perché la tutela dei lavoratori e dei pensionati passa anche per i consumi consapevoli» ha spiegato Luisa Sassu, della segreteria del sindacato, in una conferenza stampa.

Tutelare ma prima di tutto informare: Andrea Pusceddu, presidente di Federconsumatori a Cagliari, parla di «poca trasparenza e legislazione carente»: per questo l'associazione ha preparato un opuscolo informativo, “Le finanziarie, cosa è necessario sapere del mondo dei prestiti al consumo per orientarsi al meglio” nel quale si possono trovare le informazioni necessarie per essere consumatori sì, ma responsabili. Tra le iniziative in programma anche l'attivazione di una rete di postazioni informative dove sarà possibile capirne un po' di più, soprattutto durante il periodo del classico shopping natalizio.

Il credito al consumo è un fenomeno in crescita, in tempi di stipendi che non bastano mai, e le tendenze sono preoccupanti. Pur non avendo delle cifre precise, si stima che nell'ultimo anno il ricorso al credito al consumo nella provincia di Cagliari sia aumentato di quasi il 10%. E chi si rivolge allo sportello della federconsumatori lo fa quasi sempre perché si è indebitato oltremisura, accendendo una molteplicità di prestiti, oppure perché il bene acquistato presenta dei difetti ma la rata comunque deve essere pagata entro i termini stabiliti.

Per chi non paga, il rischio è quello di essere contattati da una società di recupero crediti nei casi più gravi. Un semplice ritardo prevede la segnalazione al Crif (gruppo specializzato nello sviluppo e nella gestione dei sistemi di informazioni creditizie), con l'iscrizione a un registro di clienti “inaffidabili” e l'impossibilità di avere altro credito per lunghi periodi di tempo (in genere non prima di due anni dal pagamento dell'ultima rata), previa richiesta di cancellazione dalla lista nera. La banca dati Crif Italia gestisce il principale sistema di informazioni creditizie, a cui partecipano oltre 500 istituti bancari e finanziari, in un sistema in cui la tanto reclamata tutela della privacy del cittadino è seriamente messa in dubbio.

Ogni finanziaria può conoscere vita morte e miracoli del potenziale cliente semplicemente collegandosi al database, e decidere così se concedere o no il credito. Al cliente spesso viene sottoposto un documento di difficile lettura, spiega Federconsumatori, e quasi mai gli si dà il tempo di prestare attenzione a ciò che firma. Così può capitare che soltanto dopo la sottoscrizione e i primi pagamenti ci si accorga di aver sottoscritto un indebitamento a tasso zero per il primo acquisto, ma contestualmente di aver attivato una carta di credito revolving, cioè una sorta di fido permanente per ulteriori acquisti ma a tassi di interesse che si aggirano tra il 18 e il 23%. Spesso questo condizioni sono ben nascoste tra le clausole del contratto.

Discorso molto simile per quanto riguarda le cosiddette “carte fedeltà” erogate dai grandi centri commerciali: i clienti spesso si lasciano convincere dagli sconti proposti o dai regali di qualche raccolta punti, ma quasi mai si capisce in anticipo che gli acquisti fatti con queste carte, che pure consentono di dilazionare il pagamento, saranno soggetti a interessi medi del 20% circa. «Il rischio è quello di ipotecare la propria busta paga all'infinito», riassume Andrea Pusceddu.

Le proteste delle associazioni dei consumatori per la mancanza di una regolamentazione adeguata in questo settore non sono una novità: si registra una proliferazione costante di mediatori finanziari, che talvolta si spacciano per “consulenti” ma che in realtà vendono dei prodotti finanziari, con dei costi che possono arrivare al limite dei tassi usurari. Oppure propongono la diffusa pratica delle “cessione di un quinto dello stipendio”, operazione che non presenta rischi per la finanziaria ma che comporta costi elevatissimi, assolutamente ingiustificati, per chi la sottoscrive.

Insomma, il ricorso al credito dovrebbe essere finalizzato all'acquisto di beni e servizi necessari, dei quali proprio non si può fare a meno e che non potrebbero essere altrimenti acquistati. Ma soprattutto - raccomanda Federconsumatori - quando si decide di utilizzare questi mezzi di pagamento rateale leggere bene i contratti prima di firmarli, prestando particolare attenzione agli interessi, alle commissioni, ai costi accessori e alle condizioni particolari: più si è informati e meno si rischia di essere fregati.

sabato 27 ottobre 2007

11 novembre 2007 · Antonio Scognamiglio

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