Regime di tassazione dei minimi - cosa sono obbligato a fare invece?

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Non vengono dettati particolari criteri di determinazione del reddito d'impresa o di lavoro autonomo e nessun riferimento viene fatto alle modalità di tassazione, quindi si ritiene che saranno in vigore le ordinarie aliquote IRPEF a scaglioni.

Il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate ha affermato che i contribuenti che applicano il regime contabile agevolato sono soggetti agli studi di settore.

Dovrai operare la ritenuta d'acconto del 20% sui compensi e sulle fatture non dovrai più applicare la marca da bollo.

Ecco un esempio di fattura (per chi è iscritto alla Gestione Separata INPS):

Compensi € 1.000,00
Rivalsa INPS 4% € 40,00
IVA 21% (su 1.040,00) € 218,40
Totale € 1.258,40
R.A. 20% (su 1.040,00) € 208,00
Netto a pagare € 1.050,40

Il regime proposto comporta una serie di semplificazioni contabili simili a quelle del vecchio regime dei minimi che possono costituire un vantaggio per chi si troverà a ‘transitarè dai minimi al regime contabile dei professionisti.

Vi sono molti dubbi però sull'obbligo dell'applicazione degli studi di settore per chi era tenuto a non superare la soglia di reddito per permanere nel regime e magari ora vedrà considerato il suo reddito non congruo con i redditi medi del mercato in cui opera.

Spero vi saranno nuove note operative da parte dell'Agenzia delle Entrate che potranno aiutare a far luce su quest’aspetto molto importante.

di Fabio Micera pubblicato su YIW

31 gennaio 2012 · Giorgio Valli

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