Eredità giacente

Con la morte del de cuius, il chiamato all'eredità non acquista ipso iure la qualità di erede, stante la necessità di una manifestazione di volontà diretta in tal senso: quindi fra la morte del de cuius e l'eventuale accettazione può intercorrere del tempo durante il quale il patrimonio del defunto si trova sprovvisto di un titolare.

Per evitare che il patrimonio del defunto rimanga abbandonato a se stesso e resti privo di tutela giuridica, è predisposto l'istituto dell'eredità giacente, che prevede la nomina di un curatore da parte dell'autorità giudiziaria con il compito di curare gli interessi dell'eredità fino al momento in cui quest'ultima non venga accettata o, in mancanza dell'accettazione, non sia devoluta allo Stato.
I presupposti della fattispecie di giacenza, pertanto, sono:

  • mancanza di accettazione da parte del chiamato
  • mancanza di immissione nel possesso di parte o di tutti i beni ereditari
  • nomina del curatore che rappresenta l'inizio della "giacenza".

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Commenti e domande dei lettori

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  • stefania 4 maggio 2011 at 09:02

    Salve, il mio ex marito contrasse,durante la separazione legale,un debito,è morto circa tre anni fa,i miei figli minori,giacchè sono stati considerati eredi del debito ma inquanto minori hanno fatto l'ingiunzione a me come loro tutrice.ho presentato loro il mio rendiconto reddituale,nonchè il contratto d'affitto della casa erp datami in condizione di emergenza e di disagio economico,ciò non è valso a nulla,hanno solo ridotto il debito.IL punto è che non solo non lo posso pagare oggettivamente,ma mi sembra anche ingiusto,posso sottrarmi?

    • cocco bill 4 maggio 2011 at 10:01

      Ciao Stefania. Il tuo quesito andrebbe riproposto nella sezione "debiti e sovraindebitamento" del nostro forum.

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