DIVISIONE DELL'EREDITA'

Per dividere l'eredità bisogna in primo luogo effettuare un elenco di tutte le attività e passività del defunto. Debbono essere compresi anche quei beni, salvo quelli di modesto valore, che il defunto aveva donato in vita ai figli o al coniuge. Si procede quindi alla stima dei beni singoli e alla formazione di "porzioni" corrispondenti alle quote di ciascun erede. I beni che un erede ha ricevuto in vita vengono considerati nella sua quota. Gli immobili che non possono essere divisi vanno per intero ai coeredi che hanno diritto a una quota maggiore con conguaglio in denaro per gli altri; oppure si procede alla vendita e si divide il ricavato.

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30 luglio 2013 · Paolo Rastelli

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  • maria.veronica 22 ottobre 2013 at 13:01

    buongiorno, mio padre purtroppo ha debiti con banche e con lo stato. ho sentito dire che una volta defunto, facendo la rinuncia all'eredità i debiti non ricadranno su noi figli e su mia madre. è vera questa cosa? che tipo di rinuncia bisogna fare? c'è il rischio che i creditori di mio padre si oppongano e che i debiti ricadano quindi su me e mio fratello? e se faccio la rinuncia all'eredità, c'è il rischio che il tutto ricada sui miei figli? inoltre vorrei sapere se ora che è fortunatamente ancora in vita, io e mio fratello possiamo tranquillamente chiedere prestiti alle banche e richiedere mutui o c'è il rischio che non ci concedano niente in quanto figli di mio padre. ultimissima cosa: cosa succederà quando inizierà a ricevere la pensione (la minima sociale) ? gliela bloccheranno? grazie mille dell'aiuto.

    • Simone di Saintjust 22 ottobre 2013 at 14:58

      Rinunciando all'eredità non si è costretti a pagare i debiti fatti in vita dal defunto genitore. Naturalmente la rinuncia deve essere formalizzata anche dai figli del rinunciante (i nipoti del defunto debitore). I creditori hanno la possibilità di opporsi se, e solo se, a rinunciare è il debitore chiamato all'eredità.

      I creditori possono chiedere al giudice il pignoramento del quinto della pensione del debitore. Ma la pensione sociale è praticamente impignorabile, essendo equivalente al c.d. "minimo vitale".

      Per approfondimenti sulla rinuncia all'eredità acceda a questa sezione.

      L'argomento pignoramento del quinto della pensione e impignorabilità del minimo vitale è trattato qui.

      Purtroppo non è possibile escludere la possibilità che lo status di cattivo pagatore del genitore possa influenzare il merito creditizio dei figli. Alcune finanziarie, in fase istruttoria per la concessione del prestito, acquisiscono lo stato di famiglia del richiedente ed effettuano ricerche nelle centrali rischi dei cattivi pagatori per tutti i membri della famiglia anagrafica.

      Se il figlio che richiede il prestito non convive con il genitore, il rischio di diniego del finanziamento, riconducibile alle negative referenze creditizie del genitore, è pressoché nullo.

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