GLI EREDI

Nel caso in cui il defunto non abbia lasciato un testamento si ha la successione legittima: i suoi beni passano agli eredi legittimi: il coniuge, i discendenti, gli ascendenti (cioè i genitori e i nonni), i fratelli, le sorelle e gli altri parenti fino al sesto grado (si veda Tab.1). La presenza dei figli esclude la successione degli altri eredi legittimi, ad eccezione del coniuge. Quando non ci sono eredi legittimi i beni passano allo Stato.

Tab. 1 - Quote del patrimonio ereditario spettanti per legge agli eredi nella successione legittima

Situazione in cui vi è solo: Quote spettanti agli eredi legittimi
Figli Tutto il patrimonio da dividersi in parti uguali
Coniuge Tutto il patrimonio
Coniuge e un figlio 1/2 del patrimonio al coniuge e 1/2 al figlio
Coniuge e più figli 1/3 del patrimonio al coniuge e 2/3 ai figli da dividersi in parti uguali
Coniuge e ascendenti e/o fratelli e sorelle 2/3 del patrimonio al coniuge e 1/3 agli ascendenti e ai fratelli e sorelle
Ascendenti e/o fratelli e sorelle Tutta l'eredità da dividersi in parti uguali

Nel caso di successione testamentaria il testatore può esprimere la volontà di lasciare i propri beni ad una persona che non sia un erede legittimo. Tuttavia a prescindere dalle disposizioni del testamento, una quota dell'eredità, detta legittima, viene per legge riservata al coniuge, ai figli e agli ascendenti legittimi, detti legittimari (si veda Tab.2). Il testatore, quando esistono i legittimari, può disporre liberamente solo della quota di eredità residua, chiamata "disponibile". Se l'erede nominato nel testamento si rifiuta di riconoscere i diritti dei legittimari questi possono ricorrere in tribunale.

Tab.2 Quote che la legge riserva ai legittimari

Situazione in cui vi è solo : Quota che deve essere riservata
Un figlio Metà del patrimonio
Più figli 2/3 del patrimonio da dividersi in parti uguali
Coniuge Metà del patrimonio e i diritti di abitazione della casa adibita a residenza familiare e di uso dei mobili (se comuni o di proprietà del defunto)
Coniuge e un figlio 1/3 del patrimonio al coniuge e 1/3 al figlio
Coniuge e più figli 1/4 del patrimonio al coniuge e 2/4 ai figli da dividersi in parti uguali
Coniuge e ascendenti legittimi 2/4 del patrimonio al coniuge e 1/4 agli ascendenti
Ascendenti legittimi 1/3 del patrimonio

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Il testatore può inoltre disporre che uno o più beni vadano ad una persona indicata dal testamento che viene detta legatario. Si differenzia dall'erede, il quale riceve in quota tutti i beni della successione.

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Commenti e domande dei lettori

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  • maria.veronica 22 ottobre 2013 at 13:01

    buongiorno, mio padre purtroppo ha debiti con banche e con lo stato. ho sentito dire che una volta defunto, facendo la rinuncia all'eredità i debiti non ricadranno su noi figli e su mia madre. è vera questa cosa? che tipo di rinuncia bisogna fare? c'è il rischio che i creditori di mio padre si oppongano e che i debiti ricadano quindi su me e mio fratello? e se faccio la rinuncia all'eredità, c'è il rischio che il tutto ricada sui miei figli? inoltre vorrei sapere se ora che è fortunatamente ancora in vita, io e mio fratello possiamo tranquillamente chiedere prestiti alle banche e richiedere mutui o c'è il rischio che non ci concedano niente in quanto figli di mio padre. ultimissima cosa: cosa succederà quando inizierà a ricevere la pensione (la minima sociale) ? gliela bloccheranno? grazie mille dell'aiuto.

    • Simone di Saintjust 22 ottobre 2013 at 14:58

      Rinunciando all'eredità non si è costretti a pagare i debiti fatti in vita dal defunto genitore. Naturalmente la rinuncia deve essere formalizzata anche dai figli del rinunciante (i nipoti del defunto debitore). I creditori hanno la possibilità di opporsi se, e solo se, a rinunciare è il debitore chiamato all'eredità.

      I creditori possono chiedere al giudice il pignoramento del quinto della pensione del debitore. Ma la pensione sociale è praticamente impignorabile, essendo equivalente al c.d. "minimo vitale".

      Per approfondimenti sulla rinuncia all'eredità acceda a questa sezione.

      L'argomento pignoramento del quinto della pensione e impignorabilità del minimo vitale è trattato qui.

      Purtroppo non è possibile escludere la possibilità che lo status di cattivo pagatore del genitore possa influenzare il merito creditizio dei figli. Alcune finanziarie, in fase istruttoria per la concessione del prestito, acquisiscono lo stato di famiglia del richiedente ed effettuano ricerche nelle centrali rischi dei cattivi pagatori per tutti i membri della famiglia anagrafica.

      Se il figlio che richiede il prestito non convive con il genitore, il rischio di diniego del finanziamento, riconducibile alle negative referenze creditizie del genitore, è pressoché nullo.

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