IL TESTAMENTO

Il testamento è l'atto con cui le persone stabiliscono a chi andranno i loro beni quando avranno cessato di vivere.

È necessario aver compiuto il 18° anno di età ed essere capaci di intendere e di volere. Il testamento può contenere anche disposizioni di carattere non patrimoniale, come il riconoscimento del figlio naturale. Il testatore, cioè colui che sottoscrive il testamento, può revocare o modificare le proprie volontà con successivi testamenti, o dichiarazioni, davanti a un notaio.

Non può invece revocare il riconoscimento di un figlio naturale. La dichiarazione di riconoscimento resta valida anche se successivamente revocata e ha effetto dal giorno della morte di chi ha fatto testamento.

Il testamento può essere:

  • olografo: quando è scritto per intero, datato (con indicazione di giorno, mese ed anno) e sottoscritto a mano dal testatore;
  • pubblico: quando il testatore dichiara la sua volontà in presenza di 2 testimoni davanti a un notaio. Il notaio redige l'atto, ne dà lettura e lo fa sottoscrivere dai presenti;
  • segreto: quando è ricevuto dal notaio, ma in busta sigillata. Deve comunque contenere la firma del testatore.

Il contenuto del testamento viene reso noto dopo la morte del testatore, tramite il notaio. Può chiedere l'apertura del testamento chiunque creda di avervi interesse.

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Commenti e domande dei lettori

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  • maria.veronica 22 ottobre 2013 at 13:01

    buongiorno, mio padre purtroppo ha debiti con banche e con lo stato. ho sentito dire che una volta defunto, facendo la rinuncia all'eredità i debiti non ricadranno su noi figli e su mia madre. è vera questa cosa? che tipo di rinuncia bisogna fare? c'è il rischio che i creditori di mio padre si oppongano e che i debiti ricadano quindi su me e mio fratello? e se faccio la rinuncia all'eredità, c'è il rischio che il tutto ricada sui miei figli? inoltre vorrei sapere se ora che è fortunatamente ancora in vita, io e mio fratello possiamo tranquillamente chiedere prestiti alle banche e richiedere mutui o c'è il rischio che non ci concedano niente in quanto figli di mio padre. ultimissima cosa: cosa succederà quando inizierà a ricevere la pensione (la minima sociale) ? gliela bloccheranno? grazie mille dell'aiuto.

    • Simone di Saintjust 22 ottobre 2013 at 14:58

      Rinunciando all'eredità non si è costretti a pagare i debiti fatti in vita dal defunto genitore. Naturalmente la rinuncia deve essere formalizzata anche dai figli del rinunciante (i nipoti del defunto debitore). I creditori hanno la possibilità di opporsi se, e solo se, a rinunciare è il debitore chiamato all'eredità.

      I creditori possono chiedere al giudice il pignoramento del quinto della pensione del debitore. Ma la pensione sociale è praticamente impignorabile, essendo equivalente al c.d. "minimo vitale".

      Per approfondimenti sulla rinuncia all'eredità acceda a questa sezione.

      L'argomento pignoramento del quinto della pensione e impignorabilità del minimo vitale è trattato qui.

      Purtroppo non è possibile escludere la possibilità che lo status di cattivo pagatore del genitore possa influenzare il merito creditizio dei figli. Alcune finanziarie, in fase istruttoria per la concessione del prestito, acquisiscono lo stato di famiglia del richiedente ed effettuano ricerche nelle centrali rischi dei cattivi pagatori per tutti i membri della famiglia anagrafica.

      Se il figlio che richiede il prestito non convive con il genitore, il rischio di diniego del finanziamento, riconducibile alle negative referenze creditizie del genitore, è pressoché nullo.

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