La storia di sonia, costretta a prostituirsi per pagare i debiti del marito buonanima

«FATEMI smettere, fatemi pagare questo debito. Che almeno non mi debba toccare più nessuno». Sonia (chiede di essere chiamata così) è una donna di 45 anni. Rimasta vedova pochi anni fa, da una condizione di vita benestante si è trovata improvvisamente di fronte a un mare di multe, bollette e tasse non pagate, lasciate dal marito che aveva intestato tutto a lei. Un fiume impossibile da arginare con i 700 euro al mese che guadagnava con il suo lavoro. E non riuscendo a pagare (nonostante si trattasse di ‘‘pochè’ migliaia di euro), intanto la spirale degli interessi faceva lievitare il debito. «FARE la prostituta è l'unica soluzione che mi è rimasta», racconta Sonia, reggiana, nell'appartamento dove ‘‘lavorà’. Ha preso quella casa in affitto perchè non se la sentiva di fare questo lavoro nella sua vera casa. E mentre le parliamo, arrivano le telefonate dei clienti.

«Da un anno faccio questo lavoro a tempo pieno. Guadagno 2000-2500 euro al mese, ma devo togliere il costo l'affitto e tante spese».

«VOGLIO RIUSCIRE a pagare, ma non ce la faccio. Ho chiesto di farlo a rate ed Equitalia (la società di riscossione, ndr) ha accettato. Ma la prima rata che mi hanno sparato è di 5637 euro. Da pagare entro fine ottobre, sennò rischio di perdere la casa. E allora che cosa devo fare? Dei 5637 euro di questa prima rata, la quota capitale è soltanto di 235 euro. Che è più o meno la rata che dovrei pagare nei mesi successivi. Ma devo dare subito anche 277 euro come quota di interessi di dilazione, 3702 euro di interessi di mora, 526 euro di compensi di riscossione, 850 euro di spese esecutive e 43 euro di diritti di notifica di cartella. Io voglio pagare, ma quei soldi in un mese non li ho. Non sono Mandrake, questi sono matti».

«TUTTO è nato dal caos enorme, indescrivibile che mi ha lasciato mio marito. Arrivavano a casa bollette e multe non pagate. Ma io lavoravo guadagnando 700 euro al mese, non ho neanche la pensione, non riuscivo a pagarle. Gli interessi continuavano a salire e loro hanno il coltello dalla parte del manico. Non ne salterò più fuori».

«MI SONO TROVATA con l'acqua alla gola. Vedova e con dei figli che non sono in grado di aiutarmi. Ho l'ipoteca sulla casa, quella sull'auto, mi hanno fatto anche il fermo amministrativo. Hanno un potere assoluto sulle nostre vite, ma come faccio a lavorare se non posso usare la macchina? Due anni fa ho cominciato a pagare, come riuscivo, ma oggi per 13mila euro di debito me ne chiedono 19mila. E ci sono altri debiti da calcolare».

«SONO ANDATA a cercare aiuto nel mio Comune, mi hanno detto che devo pagare. Ho chiesto aiuto alle banche, un finanziamento, ma nessuno mi dà niente. Ho chiesto dappertutto. Poi c'è stata la prima volta, due anni fa: sono andata sulla strada tre giorni perchè non avevo nemmeno i soldi per pagare l'assicurazione della macchina».

«ANDAVA tutto a rotoli, alla fine ho dovuto tornare sulla strada. La forza fisica di fare tre lavori per pagare i debiti non ce l'ho, ho scelto la via più ‘‘facilè’, ma meno dignitosa, e vado avanti. Ho fatto questa scelta per pagare i debiti che ho con lo Stato o con il Comune, per pagare l'Ici, l'Inps... Guarda se devo fare questa vita, alla mia età. Una volta a Modena, alla Bruciata, mi hanno persino picchiato le prostitute straniere». «MA SIAMO in tanti a essere rovinati. E penso che io faccio questo mestiere, e almeno riesco a sopravvivere, ma ci sono anche quelle che non ci riescono, che non lo possono fare, magari perchè si vergognano, o per la bellezza che non c'è. So di una donna che l'anno scorso ha tentato il suicidio perchè non sapeva come pagare i debiti. Io ci ho provato due volte, ma non ci sarà una terza».

«IO ALMENO sono ‘‘fortunatà’ perchè riesco a fare questo mestiere, e da me vengono tanti giovani. Trovano un rapporto umano, pazienza, dialogo, qualcosa che con una giovane straniera non possono avere. Ma non basta per quello che devo pagare, e io non ho la forza fisica per fare per 23 ore al giorno questo lavoro. Non ce la faccio. Devono capire che non siamo dei numeri. Siamo delle persone, con tanti problemi. Fateci respirare».

«TRA DUE ANNI, quando avrò finito di pagare i debiti, perchè io voglio credere che finirò di pagare questi debiti di mio marito, me ne andrò via dall'Italia. Qui non posso restare, con la gente che sa quello che sto facendo. Cambierò tutto, voglio rifarmi una vita, lo dico anche se non ci spero. E quando avrò finito vorrei trovare uno che mi voglia bene veramente, una persona che mi toccherà soltanto per dirmi: ‘‘Hai smesso di correrè’».

2 ottobre 2008 · Patrizio Oliva

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Stai leggendo La storia di sonia, costretta a prostituirsi per pagare i debiti del marito buonanima Autore Patrizio Oliva Articolo pubblicato il giorno 2 ottobre 2008 Ultima modifica effettuata il giorno 22 gennaio 2017 Classificato nella categoria attualità gossip politica del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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