La rinegoziazione del mutuo secondo Tremonti [Commento 1]

  • Massimo Giannini 22 maggio 2008 at 12:22

    Sul fronte dei mutui c'è la novità più importante. Tremonti ha onorato un impegno che aveva assunto in campagna elettorale, quando aveva detto "chiederemo un sacrificio ai banchieri". Ha compiuto un'operazione di fortissimo impatto sociale: interessa un milione e mezzo di famiglie e fa risparmiare a ciascuna di queste circa 850 euro l'anno. E ha fatto una cosa "di sinistra": ha minacciato la "casta" delle banche con una pesante stangata fiscale, e gli ha estorto un accordo a rinegoziare i mutui variabili con i clienti più in sofferenza per i rincari di questi mesi. La norma è un piccolo capolavoro di populismo politico.

    Ma la norma è anche un modesto contributo di assistenzialismo economico. Nel breve periodo le famiglie che rinegozieranno i contratti avranno due benefici: pagheranno una rata più bassa, e usciranno dall'incubo del tasso variabile. Nel lungo periodo ci sono due incognite.

    1) Il beneficio si annullerà, perché il ciclo di ammortamento diventerà più lungo di quanto previsto al momento dell'accensione del mutuo.

    2) La novità è frutto di un patto tra gentiluomini, sottoscritto tra Tremonti e l'Associazione bancaria: in assenza di sanzioni coercitive per gli istituti che non si adeguano, nessuno può garantire che le banche saranno disponibili e rinegoziare i mutui.

    L'insuccesso delle norme sulla portabilità dei contratti varate con la lenzuolata di Bersani, purtroppo, sono un'ipoteca pesante sulla credibilità del nostro sistema bancario. Nonostante queste variabili, e nel clima plumbeo che si respira nell'economia del Paese e delle famiglie, non si può negare che questa misura sia una boccata d'ossigeno che da un pò di conforto a chi arriva col fiato corto alla fine del mese.

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