La qualifica UNIREC di agente esattoriale nel recupero crediti [Commento 1]

  • andrea monticone 8 settembre 2009 at 17:54

    Professione esattore

    C’è chi l'ha ricevuta in forma di lettera raccomandata, con mittente una società fatta solo di sigle e un indirizzo sperduto da qualche parte in Italia.

    C’è chi l'ha ricevuta sotto forma di telefonata a casa, all'ora di pranzo, con dall'altra parte dell'apparecchio un giovane che si è presentato come il dottor Taldeitali della società X.

    Anche la raccomandata è firmata da una dottoressa Tizia.

    Chi ha avuto la ventura di parlarci al telefono dice che è interessante notare come questi personaggi si presentino regolarmente con questo titolo di studio, ma facendo precedere il nome dal cognome, cosa che di solito un laureato si guarda bene dal fare... Fatto sta che il contenuto è sempre lo stesso: richiesta di denaro.

    Capita che la famigliola, l'imprenditore in difficoltà, la pensionata si sentano chiedere la restituzione di somme legate a un fido, un mutuo, le rate del telefonino o che altro possa venirvi in mente.

    Ma l'interlocutore cosa c'entra con la banca o la finanziaria che vanta il credito? Niente.

    Il vostro debito è stato venduto dalla banca o dalla finanziaria a una di queste società specializzate che sguinzagliano i loro consulenti - sono addestrati a offrire piani di rientro che, per chi è rimasto ai vecchi termini, significano solo cessione del quinto dello stipendio per un paio di lustri - tutti rigorosamente “dottori” e premurosi.

    Siete stati venduti. Già, perché la banca evidentemente non può permettersi di aspettare le dinamiche della recessione per rientrare dei propri soldi: meglio cedere un “pacchetto” di crediti per una cifra pattuita, poi tutto il lavoro passa alla società di consulenza - ossia recupero crediti - che mette in atto il suo piano di “telemarketing della disperazione”.

    Ma, in fondo, chi c'è dall'altra parte del telefono? Un esperto di finanza? O un semplice operatore di call center con stipendio a provvigione che si trasforma in esattore per evitare, l'indomani, di essere lui nei panni del debitore?

    Ora ci dicono fior di studi e statistiche che il mestiere del recupero crediti sarà sempre più gettonato, che questa figura professionale sarà sempre più richiesta, quasi come quella del venditore porta a porta.

    Non fatichiamo a crederlo. Con la crescente corsa all'indebitamento e all'impossibilità per molti di uscire dalla spirale delle rate, i soldi da recuperare saranno sempre di più. E chi saprà farlo meglio avrà il futuro assicurato.

    C’è già chi lo chiama “business della povertà”. In fondo, alla fin fine è solo una questione di sopravvivenza...

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