Notifica degli atti - Cosa è la relata di notifica (o relazione di notifica)

La relazione di notifica (articolo 148 codice di procedura civile) può variare in base alla procedura di notifica posta in essere e, a seconda dei casi, deve indicare:

  1. la persona alla quale è consegnata la copia e le sue qualità;
  2. l'ora della consegna, nel caso sia richiesto dalla parte interessata;
  3. il luogo della consegna, oppure, le ricerche anche anagrafiche effettuate;
  4. i motivi della mancata consegna e le notizie raccolte sulla reperibilità del destinatario.

La relazione di notifica è datata e sottoscritta dall'ufficile giudiziario. Non come quella che vedete in basso, che è una relata di notifica in bianco.

Prima delle modifiche introdotte dal D. Lgs. 30 giugno 2003, numero 196 "Codice in materia dei dati personali", l'articolo 139 codice di procedura civile prevedeva, in caso di consegna al portiere o al vicino di casa, che l'originale dell'atto fosse sottoscritto per ricevuta da colui che accettava di riceverlo.

Tale disposizione indubbiamente lesiva del diritto alla riservatezza, è stata abrogata. La modifica introdotta con il predetto D. Lgs. numero 196/2003 dispone infatti che: "Se la notifica non può essere eseguita in mani proprie del destinatario, tranne che nel caso previsto dal secondo comma dell'articolo 143, l'ufficiale giudiziario consegna o deposita la copia dell'atto da notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico della notifica, dandone atto nella relazione in calce all'originale e alla copia dell'atto stesso. Sulla busta non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell'atto." La relazione di notifica costituisce atto pubblico, che fa fede fino a querela di falso, in ordine all'attività svolta dall'ufficiale giudiziario. Essa costituisce la prova dell'avvenuta notifica, l'unico atto idoneo a fornire la certificazione dell'avvenuta consegna dell'atto, della data di questa e della persona alla quale l'atto è stato consegnato.

L'originale dell'atto notificato con la relata di notifica è poi restituito al richiedente.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Santina 11 ottobre 2013 at 14:56

    Posto che la notifica si perfeziona trascorsi 10 gg dall'invio della CAD, vorrei sapere se è legittimo il rifiuto ad accordare una rateizzazione del debito ( che normalmente potrebbe chiedersi entro i 5 giorni dalla notifica dell'avviso di intimazione) per il solo fatto di aver ritirato l'atto presso la posta, successivamente allo scadere dei 10 giorni, essendo stata comunque richiesta tale rateizzazione comunque nei cinque giorni successivi al completamento del termine di giacenza. Se l'avviso è stato spedito il giorno successivo rispetto alla data di deposito presso la posta, i 10 giorni decorrono dalla data di spedizione anzichè da quella di deposito (che a questo punto non verrebbero più a coincidere)? Infine se la giacenza si completa in giorno festivo o comunque di sabato, la scadenza del termine si proroga al primo giorno non festivo?

    • Simone di Saintjust 12 ottobre 2013 at 05:00

      Non ci risulta che l'accoglimento della domanda di rateazione di un debito iscritto a ruolo sia condizionato da termini di notifica dell'avviso di intimazione.

      Comunque, il provvedimento di rigetto dell'istanza di rateazione di un debito tributario può essere impugnato mediante ricorso alla Commissione tributaria provinciale, territorialmente competente.

      In proposito la Cassazione ha confermato la competenza (o meglio la giurisdizione) delle commissioni tributarie per tali atti, a nulla rilevando che la decisione sull'istanza di rateizzazione debba essere assunta in base a considerazioni estranee alle specifiche imposte o tasse (Cassazione, Sezioni Unite, ordinanza del 7 ottobre 2010, n. 20781).

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