Rifiuto di firmare l'avviso di ricevimento da parte di persona diversa dal destinatario

Se le persone alle quali può farsi la consegna rifiutano di firmare l'avviso di ricevimento, pur ricevendo il piego, il che equivale a rifiuto del piego, l'agente postale ne fa menzione sull'avviso di ricevimento indicando il nome ed il cognome della persona che rifiuta di firmare nonché la sua qualità. Appone, quindi, la data e la propria firma sull'avviso di ricevimento.

La notifica si considera eseguita alla data suddetta: quella apposta dall'agente postale sull'avviso di ricevimento.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Santina 11 ottobre 2013 at 14:56

    Posto che la notifica si perfeziona trascorsi 10 gg dall'invio della CAD, vorrei sapere se è legittimo il rifiuto ad accordare una rateizzazione del debito ( che normalmente potrebbe chiedersi entro i 5 giorni dalla notifica dell'avviso di intimazione) per il solo fatto di aver ritirato l'atto presso la posta, successivamente allo scadere dei 10 giorni, essendo stata comunque richiesta tale rateizzazione comunque nei cinque giorni successivi al completamento del termine di giacenza. Se l'avviso è stato spedito il giorno successivo rispetto alla data di deposito presso la posta, i 10 giorni decorrono dalla data di spedizione anzichè da quella di deposito (che a questo punto non verrebbero più a coincidere)? Infine se la giacenza si completa in giorno festivo o comunque di sabato, la scadenza del termine si proroga al primo giorno non festivo?

    • Simone di Saintjust 12 ottobre 2013 at 05:00

      Non ci risulta che l'accoglimento della domanda di rateazione di un debito iscritto a ruolo sia condizionato da termini di notifica dell'avviso di intimazione.

      Comunque, il provvedimento di rigetto dell'istanza di rateazione di un debito tributario può essere impugnato mediante ricorso alla Commissione tributaria provinciale, territorialmente competente.

      In proposito la Cassazione ha confermato la competenza (o meglio la giurisdizione) delle commissioni tributarie per tali atti, a nulla rilevando che la decisione sull'istanza di rateizzazione debba essere assunta in base a considerazioni estranee alle specifiche imposte o tasse (Cassazione, Sezioni Unite, ordinanza del 7 ottobre 2010, n. 20781).

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