Notifica degli atti - Con sentenza n° 1091/13 la Corte di Cassazione sancisce la legittimità della notifica diretta della cartella esattoriale

La cartella esattoriale può essere notificata, ex articolo 26 del dpr 29.9.1973 numero 602, anche direttamente da parte del Concessionario mediante raccomandata con avviso di ricevimento, nel qual caso, secondo la disciplina degli articolo 32 e 39 del d.m. 9.4.2001 è sufficiente, per il relativo perfezionamento che la spedizione postale sia avvenuta con consegna del plico al domicilio del destinatario, senz’altro adempimento ad opera dell'Ufficiale postale se non quello di curare che la persona da lui individuata come legittimata alla ricezione apponga la sua firma sul registro di consegna della corrispondenza oltre che sull'avviso di ricevimento da restituire al mittente; ne consegue che se, manchino nell'avviso di ricevimento da restituire al mittente le generalità della persona cui l'atto è stato consegnato, adempimento non previsto da alcuna norma, e la relativa sottoscrizione sia addotta come illeggibile, l'atto è pur sempre valido poiché la relazione tra la persona cui esse è destinato e quella cui è stato consegnato costituisce oggetto di un preliminare accertamento di competenza dell'Ufficio postale, assistito dall'efficacia probatoria di cui all'articolo 2700 del codice civile ed eventualmente solo in tal modo impugnabile, stante la natura di atto pubblico dell'avviso di ricevimento della raccomandata (Cass. 27.5.2011 numero 11708).

Insomma, pare sia stata scritta la parola fine sulla legittimità della notifica direttamente effettuata da Equitalia, con raccomandata AR. Molti avevano tentato di sollevare, sulla notifica diretta, eccezioni di nullità meramente formali, nella speranza di evitare, a sé stessi o ai propri clienti, il pagamento di importi iscritti a ruolo quasi mai impugnati anche nel merito.

29 luglio 2012 · Giorgio Valli

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  • Santina 11 ottobre 2013 at 14:56

    Posto che la notifica si perfeziona trascorsi 10 gg dall'invio della CAD, vorrei sapere se è legittimo il rifiuto ad accordare una rateizzazione del debito ( che normalmente potrebbe chiedersi entro i 5 giorni dalla notifica dell'avviso di intimazione) per il solo fatto di aver ritirato l'atto presso la posta, successivamente allo scadere dei 10 giorni, essendo stata comunque richiesta tale rateizzazione comunque nei cinque giorni successivi al completamento del termine di giacenza. Se l'avviso è stato spedito il giorno successivo rispetto alla data di deposito presso la posta, i 10 giorni decorrono dalla data di spedizione anzichè da quella di deposito (che a questo punto non verrebbero più a coincidere)? Infine se la giacenza si completa in giorno festivo o comunque di sabato, la scadenza del termine si proroga al primo giorno non festivo?

    • Simone di Saintjust 12 ottobre 2013 at 05:00

      Non ci risulta che l'accoglimento della domanda di rateazione di un debito iscritto a ruolo sia condizionato da termini di notifica dell'avviso di intimazione.

      Comunque, il provvedimento di rigetto dell'istanza di rateazione di un debito tributario può essere impugnato mediante ricorso alla Commissione tributaria provinciale, territorialmente competente.

      In proposito la Cassazione ha confermato la competenza (o meglio la giurisdizione) delle commissioni tributarie per tali atti, a nulla rilevando che la decisione sull'istanza di rateizzazione debba essere assunta in base a considerazioni estranee alle specifiche imposte o tasse (Cassazione, Sezioni Unite, ordinanza del 7 ottobre 2010, n. 20781).

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