Multe - Quando il conducente e/o il veicolo sono stranieri

Nel caso il veicolo con targa straniera venga fermato, il conducente può effettuare immediatamente il pagamento in misura ridotta (il minimo della sanzione), se ammesso; questo implica l'impossibilità di proporre un successivo ricorso.

In alternativa, deve versare una "cauzione" (che non impedisce un successivo ricorso) pari allo stesso importo della sanzione minima se il veicolo è immatricolato in uno Stato dell'UE o aderente all'Accordo sullo Spazio Economico Europeo, oppure, negli altri casi, pari alla metà della sanzione massima.

Tale "cauzione" non impedisce un ricorso successivo ed è quindi opportuno che nel verbale venga precisato, nelle "dichiarazioni del conducente" o in altro modo, a quale titolo viene effettuato il versamento.

Della somma consegnata deve essere rilasciata ricevuta. Se non viene effettuato né il pagamento in misura ridotta né il versamento della cauzione, al veicolo viene applicato il "fermo amministrativo", con la custodia in luogo autorizzato a spese del contravventore ed il divieto di utilizzazione fino al versamento di una delle somme sopra indicate.

Le stesse disposizioni si applicano anche ai veicoli immatricolati in Italia che siano guidati da conducenti con patente di guida rilasciata da uno Stato non dell'UE, e che non abbiano un rapporto stabile con il territorio italiano desumibile, ad esempio, dalla lettera di assunzione presso un'impresa o una società italiana, dalla busta paga, ecc.

Le violazioni commesse con un veicolo con targa straniera, qualora l'infrazione non venga contestata immediatamente, sono notificate entro 360 giorni al proprietario, il quale può utilizzare gli stessi strumenti di ricorso. Se previsto da accordi tra gli Stati interessati è possibile procedere all'esazione coattiva anche nei confronti di residenti all'estero.

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