LA DOMANDA DI DILAZIONE DEL DEBITO INPS IN CARTELLA ESATTORIALE

Chi intende chiedere la dilazione su cartella esattoriale deve:

  1. presentare alla sede di competenza domanda di dilazione, reperibile presso ogni sede INPS;
  2. nell'eventualità in cui vi sia la presenza di più cartelle di pagamento notificate, chiedere la rateazione per tutte le pendenze presso l'esattoria;
  3. allegare la quietanza di versamento non inferiore 1/12° del debito contributivo per ogni cartella
    esattoriale (al netto di eventuali sanzioni o oneri accessori), effettuato presso l'esattoria o con modello
    F35 presso istituti bancari o postali;
  4. se si tratta di azienda con dipendenti, attestare l'avvenuto integrale pagamento delle quote a carico di quest'ultimi;
  5. qualora la domanda non venga sottoscritta in presenza del funzionario INPS, che ne certifica le generalità, allegare fotocopia di un documento di identità (D.P.R. 445/2000 articolo 35);
  6. continuare a versare gli acconti mensili all'esattoria fino all'invio del piano di ammortamento;
    presentare alla Sede che tratta la dilazione le quietanze di tutti versamenti effettuati presso il
    concessionario.

Per le richieste presentate dopo il 60° giorno dalla notifica della cartella il contribuente è tenuto a pagare all'esattoria gli aggi di riscossione e le ulteriori somme aggiuntive. Queste ultime sono calcolate a cura della esattoria, dalla data di notifica della cartella alla data di presentazione dell'istanza di dilazione e riscosse in unica soluzione, in concomitanza con la prima rata di ammortamento (D. Lgs. 46/99 articolo27; circolare 161/2000).

>Fino al 30.12.2007, in caso di debito già notificato con cartella esattoriale, era possibile chiedere la rateazione del carico iscritto a ruolo a condizione che l'esattoria non avesse iniziato gli atti esecutivi (D. Lgs. 46/99). Tale vincolo è stato eliminato con la promulgazione della legge 28 febbraio 2008 numero 31 che ha convertito con modificazioni il decreto legge 31 dicembre 2007 (cosiddetto “decreto 1000 proroghe”). Infatti la citata legge ha abrogato il comma 2 dell'articolo 19 del DPR 620/1973, che impediva di concedere le dilazioni sui crediti sottoposti a procedura esecutiva (msg. 6292/2008).

In ogni caso si precisa che l'ipoteca ed il fermo amministrativo da parte dell'esattore sono da considerarsi un mero atto conservativo dei beni immobili e mobili del debitore, con valore di misura cautelare e pertanto non costituiscono inizio di una procedura esecutiva.
Non erano, pertanto, già sotto la previgente normativa, di impedimento ad una richiesta di dilazione (. 161/2000; msg. 006070/2005).

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