Riscossione coattiva della cartella esattoriale tramite pignoramento [Commento 4]

  • lucia di costanzo 14 ottobre 2009 at 12:48

    Il pignoramento esattoriale

    Il pignoramento esattoriale si esegue nel caso non venga pagata una cartella esattoriale entro il sessantesimo giorno dalla sua notifica. Esso viene eseguito dall'agente adibito alla riscossione, il quale è responsabile della messa in atto di tutte le procedure esecutive ritenute opportune per riscuoterlo.

    Le conseguenze di questo tipo di pignoramento sono diverse: dal fermo amministrativo dell'automobile, all'ipoteca sulla casa, per arrivare anche al pignoramento e vendita coatta dei beni, mobili e immobili, del debitore.

    Le regole per effettuare un pignoramento esattoriale sono le stesse di un normale pignoramento, integrate da norme più specifiche previste negli articoli dal 49 al 76 del d.p.r.602/73.

    Quello che cambia in questo caso è una parte della procedura.

    Un pignoramento esattoriale infatti può essere messo in atto sui beni immobiliari solo se la somma complessiva dei debiti supera gli 8000 euro; nel caso invece che le somme iscritte a ruolo sono inferiori al 5% del valore dell'immobile, prima di procedere al pignoramento, l'agente deve iscrivere un'ipoteca e potrà procedere al pignoramento solamente dopo sei mesi.

    Il pignoramento necessita di una notifica di preavviso, che includa l'intimazione a pagare entro 5 giorni, qualora decorra un anno dalla notifica della cartella esattoriale. Se il pignoramento non avviene entro 180 giorni dalla sua notifica (o se trascorrono 120 senza che sia stata fatta la prima vendita forzata all'asta), esso perde di efficacia.

    In caso di pignoramento presso terzi, vi sono delle differenze di procedura, disciplinate dal codice civile.

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