Riscossione coattiva della cartella esattoriale - LA CONVERSIONE DEL PIGNORAMENTO

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In qualsiasi momento precedente alla vendita dei beni pignorati, il debitore può chiedere un'istanza al giudice per la sostituzione delle cose pignorate con una somma di denaro equivalente al valore del credito e delle spese di procedimento.

Il debitore in questo caso è tenuto al versamento di un deposito di almeno 1/5 del valore del debito complessivo. La somma è depositata dal cancelliere presso un istituto di credito indicato dal giudice.

A seguito dell'istanza il giudice sentite le parti, determinerà una scadenza entro la quale il debitore sarà obbligato al pagamento dei restanti 4/5 della somma residua.

Con l'ordinanza che ammette la sostituzione, il giudice dispone che le cose pignorate siano liberate dal pignoramento e che la somma versata vi sia sottoposta in loro vece.

Qualora il debitore ometta il versamento dell'importo determinato dal giudice ai sensi del terzo comma, la somma versata unitamente alla presentazione dell'istanza forma parte dei beni pignorati.

L'istanza può essere avanzata una sola volta, a pena di inammissibilità.

L'istanza di conversione può essere presentata una sola volta e non è ammessa rateazione. Di conseguenza, se alla data stabilita, il debitore non avrà provveduto al saldo del proprio debito non potrà più richiedere nessuna istanza e la somma pagata entrerà a far parte dei beni pignorati con la ripresa della procedura esecutiva.

Commenti e domande dei lettori

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  • davide1970 13 ottobre 2013 at 12:51

    Salve,
    ho letto che il decreto “del fare” fa salvo l'ultimo accredito di stipendio e pensione in caso di pignoramento del conto corrente da parte di Equitalia.
    Quello che volevo sapere:
    1) se vale solo per Equitalia o anche per altre concessionarie tipo la Gefil che viene utilizzata dal mio comune al posto di Equitalia.
    2) se vale anche per il libretto postale.
    Grazie.

    • Simone di Saintjust 13 ottobre 2013 at 13:13

      Vale per tutte le concessionarie di riscossione di tributi e per qualsiasi tipo di pignoramento esattoriale, del conto corrente o del libretto postale. Può essere prelevata tutta la disponibilità del debitore, ad esclusione dell'ultimo stipendio (o pensione) accreditato.

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